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16.12.04
Sulla misteriosa Perceber
Nel 1932 dalle rive di un luogo incantato noto con il nome di Perceber giungevano i fruscii dei datteri e le imprecazioni delle donne, le prime domande – «¿Dónde está?», «¿Qué es eso?» – e dal largo un’Oscillazione lunga e cangiante barriva innalzandosi a guisa di proboscide, abbattendosi con spruzzi di tartarughe moribonde, meros, fondali, langostas, conchiglie e una vasta crisi economica echeggiava da La Coruña ad Almería il Crollo di Wall Street di tre anni addietro. Calo delle esportazioni di settantasei punti, ottocentomila operai disoccupati… un’Onda Anomala che in cresta reca le effigi di Gil Robles e Goicoechea e schiaccia il Governo repubblicano, frantumando le riforme azañiste...
A quei tempi Perceber era quasi tutta di legno...
Leggi un estratto dal primo capitolo di Perceber
Posted by giuliomozzi at 16.12.04 08:54
Comments
a me leggendo questo incipit su nuovi argomenti, erano venuti in mente alcuni "flash" della cognizione del dolore di gadda.
Quanto poco ci ho preso?
Posted by: demetrio at 16.12.04 11:14
Mi permetto di suggerire: gli estratti, perche' non in .rtf o .pdf? Non tutti leggono i formati MS Word.
Posted by: Sestante at 16.12.04 12:30
più che Pynchon ricorda Garcia Marquez
Posted by: luciano laremi at 16.12.04 15:45
? ? ? . . . ! ! !
Posted by: Sisto V at 16.12.04 18:07
Caro Errore404, il formato MS Word mi pare comunque tra i più diffusi. Posso usare l'Rtf. Non il Pdf, perché sospetto che sia diffuso meno del Word - e, comunque, io non possiedo il programma per farlo.
Altre opinioni sulla faccenda?
Grazie.
Posted by: giuliomozzi at 17.12.04 10:12
Caro Perceber.com, io una cosa come quella che stai facendo tu qua dentro non l'avevo mai vista, nemmeno per il romanzo di un mostro sacro. Perchè credi che una tale operazione sia necessaria proprio per questo Colombati? E, a proposito, l'autore interverrà?
Posted by: Karina at 17.12.04 10:29
In effetti, a prima lettura ricorda Marquez, ma credo che ci sia qualcosa sotto... molto di più... stili diversi... depistaggi... vedremo.
andrea
Posted by: andrea at 17.12.04 11:30
Cara Karina, nemmeno io ho mai vista una cosa come quella che ci siamo messi in testa di fare Leonardo e io. Non so se sia necessaria. Comunque ci pareva divertente. Leonardo interverrà, se ne avrà voglia. Pubblicheremo comunque diversi suoi scritti, estratti dal romanzo, saggi divaganti, e così via.
Posted by: giuliomozzi at 17.12.04 12:29
I vantaggi del PDF sono a) che generalmente e' piu' bello da vedere dei documenti .doc o .rtf b) che tutti lo vedono allo stesso modo, indipendentemente da piattaforma, sistema operativo, ecc. Ci sono dei convertitori gratuiti, es. PDF995 (http://site4.pdf995.com/download.html). Ma che te lo dico a fare? Medicine Show e' su .pdf, quindi sai gia' tutto benissimo. :-)
Posted by: Sestante at 17.12.04 15:10
Caro Errore404, Medicine Show lo fa Leonardo. Non sapevo che esistessero dei convertitori gratuiti per fare i Pdf. Ma so che quando facevo "vibrisse" via email, le poche volte che ho inviato un articolo in Pdf ho ricevute numerose email che dicevano: "Ma come si apre 'sta roba?". Sospetto che la cosa migliore sia usare il formato Rtf. Adesso comunque mi studio il convertitore gratuito (se ce la faccio a scaricarlo: 3,1 mega sono un po' tanti per la mia connessione a manovella...). Grazie.
Posted by: giuliomozzi at 17.12.04 16:48
a me ricorda un incipit altrettanto orchestrato-orchestrale, quello delle Correzioni di Franzen, "e dal largo un'Oscillazione lunga e cangiante barriva innalzandosi a guisa di proboscide, abbattendosi con spruzzi di tartarughe moribonde..." eccetera. Con un incipit così, mantenere le aspettative del lettorino, poi, sono cacchi. Auguro a Leonardo di aver debellato, strada facendo+con l'aiuto del prode Giulio, tutti i cacchi su cui stava per inciampare. Bello che ci siano poche virgole ma i periodi siano così... autoreggenti (mm...!) magari con l'aiuto di qualche trattino (ari-mm...!) che mi fa pensare, di sguincio, a certa prosodia "bop" degli americani anni '50 e, più in generale, a qualche reading poetico. Vorrei leggerne di più. Ciao.
mauro p.
Posted by: mauro pianesi at 22.12.04 10:10
Caro Mauro,
sì, son cacchi. Ma tanti!
Però quando mi si dice che scrivo periodi autoreggenti, beh, queste sì che sono soddisfazioni!!!
Il prode Giulio metterà presto altra carne al fuoco. Per ora ti ringrazio e ti saluto.
Posted by: Leonardo Colombati at 22.12.04 10:43
Scrivi da Dio. Comprerò il romanzo , lo giuro.
Posted by: Oedipa at 06.02.05 21:13
Cara Oedipa, i tuoi complimenti (che leggo solo adesso) mi fanno piacere - soprattutto stamattina. Da quattro ore sto cercando di mandare avanti un romanzo che ho iniziato a scrivere due mesi fa - niente. Mi sto avvitando sopra un mostruoso albero genealogico: se davvero del libro rappresenterà lo scheletro, non mi basteranno 8oo pagine. E sono solo a pagina 40. Qualche anno fa, il supercapo intergalattico della società per cui lavoro (un miliardario del Rhode Island che somiglia in modo inquietante a Marlon Brando ne Il Padrino), se ne uscì con il suo motto preferito durante una riunione coi suoi sottoposti (ed io ero posto moooolto sotto): "Spara alla luna; anche se la manchi, hai delle buone possibilità di colpire una stella".
Posted by: Leonardo Colombati at 12.02.05 12:37
post fuori tempo massimo (purtroppo Perceber io l'ho scoperto solo qualche giorno fa...)
solo un pò di impressioni - di reminiscenze - da lettore che ha condiviso gran parte delle letture del primo Colombati, quello pre-Gaia per intenderci:
quando comincia il secondo capoverso, A quei tempi Perceber era quasi tutta di legno e le sue calli polverose..., la memoria mi ha riportato subito alla prima pagina di Cent'anni di solitudine. la sono andata a riprendere e ho letto al secondo periodo: Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica...Chissà perchè ero convinto di ritrovare nella traduzione: A quei tempi Macondo... lì ho cominciato a capire che Perceber aveva cominciato a infettarmi.
seconda impressione (al volo): il capoverso che va da A pagina 164 fino a Attimo di sosta mi ha ricordato lo stile di alcuni racconti di Borges, del Borges che, per dirla con un suo critico, scriveva racconti che sembravano saggi e saggi che sembravano racconti.
infine, terza impressione: dal capoverso che va da "Il visitatore" fino alla fine di questo estratto mi sembrava di stare leggendo una delle Città invisibili di Calvino. anche in questo caso ho ripreso il libro e ho ricercato un incipit uguale a quello di Colombati nella descizione delle prime città senza rintracciarlo.
allora ho pensato: forse colombati sta cercando di cambiare il mio rapporto con gli autori che ho letto. poi, più audacemente( e sinceramente sperando che ci riesca perchè sarebbe una grandissima cosa): forse Colombati non sta semplicemente rifacendosi a dei modelli, ma sta cercando di creare i suoi precursori ( Borges dixit: Kafka e i suoi precursori).
in ogni caso, in bocca al lupo,e, come diciamo dalle mie parti, che crepi il branco.
un futuro acquirente di Perceber
Posted by: gianluca nudlus at 17.03.05 09:40
sono puri esercizi di stile. in questo mucchio di righe citazioniste non pulsa un solo battito di vita vera e di onestà. del resto cos'altro aspettarsi da un paese di morti?
Posted by: drop at 25.05.05 01:19