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12.01.05
Indice generale di Perceber
Tra qualche giorno pubblicheremo un sostanzioso estratto di Perceber. Per il momento, ai nostri pazienti visitatori possiamo offrire (e non crediate sia costato poca fatica compilarlo), l'Indice generale (da unirsi, va da sé, all'Introduzione e schema già pubblicati).
Leggi l'Indice generale di Perceber in formato Pdf, 58K circa.
Posted by giuliomozzi at 00:57 | Comments (17)
L'esperienza letteraria più potente
L'esperienza letteraria più potente del 2005 è per me Perceber di Leonardo Colombati.
Lo dice Giuseppe Genna.
Posted by giuliomozzi at 00:54 | Comments (0)
07.01.05
Non è piaciuto
Il saggio di Leonardo Colombati su Thomas Pynchon (di cui al precedente post) non è piaciuto per nulla ad Artifiziale:
vedo per miglia e miglia e miglia e miglia
quando lessi sul sito di mozzi di 'sto libro di colombati, spacciato per capolavoro prima ancora di esistere, pensai che si trattasse di una semplice cafonata dell'editore. in seguito, colombati ha prevedibilmente aperto un blog e adesso mi pare ce ne sia più d'uno. nel frattempo il mozzi continua a promuoverlo, che è poi il suo mestiere, e mette in rete un suo minisaggio su pynchon, con tanto di replica ai non-capenti.
leggo il minisaggio. suo proprio è la divagazione, e l'accumulazione. con vero orrore riconosco in questo colombati l'ennesimo affine, l'ennesimo lettore patologico. e siccome io sono uno di quelli che si incazza chiane chiane, che leggendo si accalora e parlando peggio ancora, e scrivendo non te lo dico, mi accorgo che la benevola curiosità iniziale si tramuta in rabbia e poi in onesto e incontenibile schifo. me ne muoio dallo schifo, più per me che per lui. l'irrilevanza della materia giustifica la spropositata reazione.
Posted by giuliomozzi at 21:07 | Comments (9)
06.01.05
Perché Thomas Pynchon piace tanto (per le ragioni sbagliate)
Thomas Ruggles Pynchon jr., nato a Glen Cove l’8 maggio 1937, autore di V. (1963), The Crying of Lot 49 (1966), Gravity’s Rainbow (1973), Vineland (1990), Mason & Dixon (1997) e di qualche racconto giovanile riunito nella raccolta Slow learner (1984), figura di culto della letteratura americana del Novecento, assurto a mito per non essere mai apparso in pubblico (l’unica sua immagine è una fotografia di quando era marine), è essenzialmente un «minore» nel pantheon degli scrittori. E lo è coscientemente.
Pubblicato nel numero di ottobre-dicembre 2004 di Nuovi argomenti, questo saggio di Leonardo Colombati sulla minorità di Thomas Pynchon è stato accolto con un certo scetticismo dai pynchoniani più accaniti. Alle loro obiezioni Colombati risponde in una postfazione nuova di zecca. [gm]
Leggi il saggio di Leonardo Colombati Perché Thomas Pynchon piace tanto (per le ragioni sbagliate) in formato Rtf, 41 K.
Posted by giuliomozzi at 17:09 | Comments (13)