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06.01.05

Perché Thomas Pynchon piace tanto (per le ragioni sbagliate)

di Leonardo Colombati

thomas_pynchon_01.JPG
Thomas Ruggles Pynchon jr., nato a Glen Cove l’8 maggio 1937, autore di V. (1963), The Crying of Lot 49 (1966), Gravity’s Rainbow (1973), Vineland (1990), Mason & Dixon (1997) e di qualche racconto giovanile riunito nella raccolta Slow learner (1984), figura di culto della letteratura americana del Novecento, assurto a mito per non essere mai apparso in pubblico (l’unica sua immagine è una fotografia di quando era marine), è essenzialmente un «minore» nel pantheon degli scrittori. E lo è coscientemente.

Pubblicato nel numero di ottobre-dicembre 2004 di Nuovi argomenti, questo saggio di Leonardo Colombati sulla minorità di Thomas Pynchon è stato accolto con un certo scetticismo dai pynchoniani più accaniti. Alle loro obiezioni Colombati risponde in una postfazione nuova di zecca. [gm]

Leggi il saggio di Leonardo Colombati Perché Thomas Pynchon piace tanto (per le ragioni sbagliate) in formato Rtf, 41 K.

Posted by giuliomozzi at 06.01.05 17:09

Comments

Splendido saggio, magnifico il pezzo (citato) di Bloom. Sui Miserabili avevo letto che Perceber è un clone dell'Arcobaleno della Gravità. Colombati qui, non è vero che fa a pezzi Pynchon, ma sembra prendere in qualche modo le distanze. Come mai?

Posted by: cras at 06.01.05 19:28

** L'incredibile errore (qui emendato) era questo: il concetto di "opera-mondo" veniva attribuito ad Antonio Moresco anziché a Franco Moretti. Il saggio l'hanno riletto in otto, prima che andasse in stampa (anch'io l'ho riletto), e non se n'è accorto nessuno.
** Amare non significa essere ciechi.

Posted by: giuliomozzi at 06.01.05 21:29

è da un anno che ce la menate con questo libro, qui, da mozzi, da genna, eccetera... ma si può sapere perchè minchia non l'avete ancora pubblicato?

Posted by: dante at 07.01.05 09:34

Beh, un altro errore, non troppo grande ma credo significativo, è che Pynchon per quanto ne so alla Boeing non faceva l'ingegnere ma, semplicemente, lo scrittore, come fra l'altro si può evincere anche da qui:
http://www.thememoryhole.org/lit/pynchon-boeing.htm
L'errore, dicevo, è piccolo ma significativo perché paradossalmente lo stesso Colombati sembra in questo caso avallare quella parte della mitologia pynchoniana che riguarda la sua presunta cultura tecnico-scientifica a livello professionale, cosa della quale non c'è traccia nel poco che si sa di lui, e, direi, neanche negli scritti, ricchi certamente di nozioni a volte ben approfondite ma, mi pare, ottenibili con niente più di una discreta passione amatoriale accompagnata da intelligenza, e comunque utilizzate sempre con fine letterario e mai e poi mai di correttezza accademica o tecnica. Insomma, da questo punto di vista, siamo più dalle parti di un Isaac Asimov (per non dire un Piero Angela :-)) che di uno Steven Hawking...

Posted by: Sonni at 07.01.05 11:28

Sonni, non è vero che della “presunta cultura tecnico-scientifica a livello professionale” di Pynchon non vi sia traccia. Nella breve nota biografica che tu hai trovato su internet (http://www.thememoryhole.org/lit/pynchon-boeing.htm) è scritto che “dal febbraio 1960 al settembre 1962, Pynch fu impiegato alla Boeing, dove scrisse articoli di carattere tecnico che circolarono solo internamente (…). Lavorò nei programmi per la costruzione di missili nucleari – prima con il Bomarc Service Information Unit e poi con il Minuteman Field Support Unity”. Già da questo, si evince che le competenze tecniche di Pynchon dovevano essere più profonde di quelle di un acculturato amateur.
Bruce Owen, nella biografia di Pynchon pubblicata su www.themodernworld.com (il sito più completo sul nostro), dice qualcosa di più. Terminato il liceo, Pynchon si iscrisse ad Ingegneria, facoltà che poi abbandonò per il College of Art and Sciences, in cui si laureò nel 1959. Alla Boeing lavorò come “assistente ingegnere”, “elaborando documenti tecnici”.

P.S.: L'aver detto che Pynchon faceva il marine, invece che il marinaio... ecco, quello, sì, è un errore.

Posted by: Leonardo Colombati at 07.01.05 11:53

Guarda, su Pynchon mi trovi abbastanza preparato perché ne sono un fan dei più accesi :-) . La nota che ti ho segnalato cita il fatto che scrisse articoli di carattere tecnico, e che lo fece all'interno dei programmi per la costruzione di missili, non che lo facesse come tecnico addetto ai suddetti programmi. Credo sia noto ai più che le grandi compagnie si avvalgono spesso di personale con competenze prevalentemente "letterarie" per compilare articoli di tipo tecnico i cui contenuti sono stabiliti, appunto, dai tecnici. Un esempio di questo genere di articoli è citato (con link) nella nota stessa, e il link rimanda proprio a un documento contenuto nel sito che tu mi indichi (the modern world).
Una conferma che le cose stiano (con ogni probabilità, non con certezza - sui dati biografici di Pynchon la certezza è naturalmente inafferrabile) così si ha anche su un altro sito piuttosto completo su Pynchon:

http://web.archive.org/web/20010202141300/pynchonfiles.com/Boeing,Boeing.htm


Altre fonti riportano notizie diverse, naturalmente. Ma fra queste in ogni caso NON c'è il documento che tu mi indichi, la biografia riportata nel sito del (peraltro piuttosto fantasioso e, pure, inaffidabile) Dr. Larry Law, nella quale è riporto testualmente quanto segue:

che, a me, sembra francamente dar ragione più a me che a te.

Posted by: Sonni at 07.01.05 12:39

ooops, mi è saltato il copia incolla :-)

"Pynch was an "Engineering Aide," a high-tech monk in a Boeing Corporation scriptorium, composing technical documents and performing the writing thereof. (The bibliographical data for one of his least famous documents is: "Togetherness." Aerospace Safety 16, No. 12 (December 1960): 6-8.)"

Posted by: Sonni at 07.01.05 12:53

Sonni, io credo che il fatto che Pynchon lavorasse alla Boeing come "Enginnering Aide" mi consenta di scrivere: "Pynchon... ha lavorato alla Boeing come ingegnere".
Altre pynchonalia:
su http://www.pynchon.pomona.edu/bio/adventures.html, tale dr. Schrapnel racconta tre suoi incontri con il nostro. Vero? Falso?

Posted by: Leonardo Colombati at 07.01.05 17:44

La faccenda non è poi così importante, quindi sarei per chiuderla qua, non senza aggiungere che io, che di lavoro faccio proprio l'ingegnere, se mi definissero (e mi pagassero come) un "Engineering Aide" sinceramente mi girerebbero un bel po'... :-)

Posted by: Sonni at 07.01.05 18:07

quanto alle conoscenze tecniche di pynchon, nella nota alla raccolta "entropia" il tipo confessa candidamente di aver sempre usato nozioni tecniche così, un po' a cazzo, e che la gente invece era convinta che fosse un esperto.

Posted by: dhalgren at 07.01.05 19:40

Ma, quando lavoravo all'ufficio stampa della Confartigianato scrivevo articoli e piccoli libri su qualunque argomento. Mi occupavo dei barbieri, dei camionisti, dei soffiatori di vetro, dei dipintori edili, e così via. Non ero un "esperto" di tutte queste cose, ma se mi serviva un'informazione sapevo dove trovarla o a chi domandarla. In somma, scrivevo delle cose tecnicamente decenti.
Quanto alla nota in "Entropia", be': non abbiamo nessuna ragione per pensare che Th. Pynchon, dopo averci raccontate storie di sua invenzione per duecento pagine, proprio in quella nota abbia rinunciato a inventare... (Non abbiamo neanche nessuna ragione, credo, per pensare il contrario).

Posted by: giuliomozzi at 10.01.05 18:28

Del fatto che Pynchon confessi qualcosa "candidamente", si può dubitare visto il personaggio. Quindi, mi sa che è un ingegnere.

Posted by: Sterne at 19.01.05 20:14

Perchè dici che Vineland è il romanzo più brutto di Pynchon , potevi almeno dire che è il meno bello!Un romanzo da cui emerge vivo Pynchon uomo – autore , un romanzo fresco e leggero che mostra la gioia e la felicita di scrivere , un totale amore e rispetto per i personaggi , pieno di umorismo e comicità e la parola brutto non ci sta . E dire per esempio che Oedipa Maas non è un personaggio vivo - patetico - romantico - didascalico… una che si sente tutta materna e hanno ragione a definire come “splendida figura di donna tra le più attraenti e poetiche di tutta l’arte moderna” .A proposito avete mai visto “Paris nous appartient “ il film di Rivette ? Ci sono molte somiglianze con il romanzo di Pynchon . Anzi devo dire che molti film della Nouvelle Vauge hanno molto in comune con i romanzi postmoderni americani (leggete l’intervista a Godard sui Chaiers pubblicati da MinimumFax , i certe parti potrebbe essere benissimo una dichiarazione di poetica di Pynchon), non per altro Don DeLillo afferma di essere molto influenzato da quel cinema francese . E Don DeLillo e Pynchon sono amici e si frequentano , chissà che belle chiacchierate! Poi questa caricatura dell’uomo che non si mostra mai … per togliere ‘sta baggiana aura di mito qualcuno non può intervistare Giuseppe Natale , il traduttore dell’Arcobaleno , che lo ha incontrato?
P.S: si trovano altre foto di Pynchon oltre a quella Sailor e appare pure in una puntata dei Simpson (Incappucciato!).

Posted by: Oedipa at 04.02.05 17:38