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26.03.05

Caro Colombati, c'era bisogno?

di Massimiliano Parente

ildomenicale.JPG[Nel settimanale Il domenicale di sabato 26 marzo 2005 è pubblicata una breve "lettera corsara" di Massimiliano Parente intitolata: Caro Colombati, c'era bisogno?. Riporto l'intero articolo. Mi permetto di rettificare, nel testo di Parente, l'url di questo sito (www.perceber.com e non www.perceber.it come scrive Parente). gm]

Caro Leonardo Colombati. Siccome aspetto il tuo romanzo Perceber con curiosità e trepidazione, e siccome sembra sia opera notevole e possente e sicuramente antidorrichiana e frutto di sudore e di un progetto ampio e denso e dunque anche lodi a Sironi editore, e siccome sarà da verificare se trattasi di lavoro o di opera d'arte, coltivando questa attesa con il giusto affetto, ti chiedo: c'era proprio bisogno di erigere questo www.perceber.com, dove postare a spizzichi e bocconi capitoli e brani del romanzo?
C'era proprio bisogno di mettere le mani avanti stilando mappe e repertori con voci enciclopediche ("Pasquino. Nome dato a un gruppo marmoreo greco del IV-II sec. a. C., rinvenuto nel 1501...") e gli assaggi di Perceber nel blog dove si commenta in diretta neppure tu fossi un Lello Voce qualsiasi e si formulano ipotesi e analisi, dove c'è chi dice "a me leggendo questi incipit erano venuti in mente alcuni 'flash' della Cognizione del dolore di Gadda" e chi invece "più che Pynchon ricorda Garcìa Màrquez" e chi "in effetti a prima lettura ricorda Garcìa Màrquez ma credo che sia qualcosa sotto... molto di più... stili diversi... depistaggi... vedremo"; tutta questa piccola autocelebrazione preliminare da quadrivio telematico, con tanto di sezione "dicono di Perceber" dove si dice ciò che dicono i soliti Miserabili, Wu Ming, Macchia Nera, Lipperatura, Giulio Mozzi e Frenulo a Mano, come se alla letteratura gliene fregasse un accidenti di questi qui; e poi, oddio, una griglia storica in formato Pdf la quale, più che Màrquez e Pynchon, fa temere l'arrivo di un clone di Umberto Eco, e Perceber "perché non vi sentiate soli vi lascia in compagnia di qualcosa su cui meditare: l'introduzione e lo schema generale del romanzo Perceber".
Insomma, a maggior ragione se il romanzo sarà potente come spero, non hai mai meditato sul sublime Busi, pagina 173 di Sodomie in corpo 11, quando, parlando dello scrittore di fronte all'editore, come di fronte a chiunque, scrive "guardalo dritto negli occhi, fagli capire che non hai niente da fargli capire di extra-testuale"?
Perché sì, te lo immagini Busi, te li immagini Faulkner, Flaubert, Sterne, Proust o Gadda, che per convincere qualcuno della loro opera sfoderano, prima ancora del libro, il pensiero di Frenulo a Mano?

[Poiché la pedanteria è il mio mestiere, faccio notare che nella sezione Dicono di Perceber di questo sito non compaiono interventi né di Wu Ming, né di Macchianera, né di Lipperatura, né di Frenulo a Mano; mentre vi compaiono (pubblicati ovviamente non dagli interessati, ma da me) tre articoli (contando anche questo di Parente) pubblicati nel Domenicale. gm]

Posted by giuliomozzi at 26.03.05 20:45

Comments

Che barba che noia che barba: qual è il problema di Parente? Legge troppi blog?
Per la cronaca, anzi, per il Parente medesimo: Lipperatura non ha "ancora" parlato del libro, ma ha solo segnalato il sito alla sua nascita, per il semplice motivo che non lo ha ancora letto. Uffa, e Buona Pasqua

Posted by: La Lipperini at 26.03.05 21:22

Ma la cosa più curiosa ancora è il rilievo dato a una rivista (il Domenicale, appunto) della quale molti asseriscono e alcuni sanno che non vende un'accidente. D'altro lato, diceva venerdì sera a un cocktail il caposervizio spettacoli-cultura di un importante dorso locale del secondo quotidiano nazionale: se non si fossero inventati i libri in allegato, saremmo tutti e 400 a spasso. Piccole economie, piccolo mondo.

Posted by: giovanni at 27.03.05 08:19

http://www.espressonline.it/eol/free/jsp/detail.jsp?m1s=o&m2s=null&idCategory=4789&idContent=877410

Umberto Eco offende nella sua bustina di minerva l'elettorato di destra. Secondo lui saremmo tutti degli ottusi teledipendenti. Continuino ad offenderci così e siccome è il nostro voto che dovrebbero conquistare per vincere PERDERANNO.

Posted by: Ecoffensivo at 28.03.05 20:28

Il Domenicale cita, tra i vari commenti, anche una cosa che avevo scritto io, tempo fa, in un commento: Stili diversi, depistaggi, ecc... e parla di autocelebrazione... credo abbia difficoltà, il Parente, con le parole ed i loro significati. Autocelebrazione sarebbe se avesse scritto il Colombati. Invece l' ho scritta io, che non sono nemmeno parente alla lontana dell'autore di Perceber.
andrea

Posted by: andrea at 29.03.05 10:08

Torno a ripetere la domanda (è l'ultima volta, lo giuro sui miei figli): ma è tanto importante quel che scrive il Domenicale? Di Parente, io ricordo un tale che si chiamava così e di cui la sua casa discografica mi spedì un disco anni fa. Mi pare fosse tipo new wave italiana, ma va a sapé.
Intanto, quanto manca all'uscita di Perceber? E' già partito il countdown?

Posted by: giovanni at 29.03.05 11:31

Leggo il Domenicale, tra l'altro, ma spesso ci trovo cose interessanti, altre no. Come su tutti i giornali. Fatico a trovarlo, questo è vero. Ma di certo, per me che sono di cultura underground, non è ragione per sputarci su, anzi. Che modo di argomentare è quello di dire che una cosa non si trova, mentre altre di trovano? E allora succhiatevi Novella 2000 o Famiglia Cristiana. Spero solo che Sironi sia distributo come Mondadori, altrimenti potrei dire che non si trova e è uno schifo. Intanto la lettera corsara di Parente mi ha incuriosito e anche il romanzo di cui, mi sembra, parli già bene. Una lettrice in attesa in più. Parente poi l'ho conosciuto a una conferenza a Parma sulla letteratura e mi è sembrato una persona libera, anche politicamente. Qualità che oggi fatico a trovare. Ciao e bax. L.M.

Posted by: Svitata at 29.03.05 16:54

Il Domenicale è facilissimo da trovare: in rete sono pubblicati tutti i numeri, dalla fondazione a oggi. In edicola, altrettanto. Sironi ha una distribuzione meticolosa, quindi Perceber si troverà di sicuro. Dopo di che, non è da una lettera corsara (bum!) che si giudica un Parente, ma dagli aggettivi uno può farsi un'idea: e allora magari il "sublime Busi", vero, se lo può pure tenere, così come la geniale obiezione: "era proprio il caso?". Si vede che sì, si vede che era il caso. Il paratesto si valuta una volta studiato il testo, salvo che uno manco sappia chi è Genette.

Posted by: giovanni at 30.03.05 06:51