« Dal Domenicale / I capolavori del nulla | Main | La più antica discussione su Perceber »
07.03.05
Come ho scritto (in undici anni) Perceber
di Leonardo Colombati
Nel 1992 scrissi un racconto di cinque pagine intitolato Il silenzio di Alonso Barrulho, dove descrivevo gli strani usi degli abitanti di Perceber, un paese immaginario che collocai nella regione della Murcia, in Spagna. A Perceber si vive con l’incubo del silenzio, del bianco e dello zero: tutti parlano continuamente, senza riuscire a fare una pausa tra una parola e l’altra; e il bianco e i numeri arabi sono banditi per decreto. Fino a quando qualcuno – Alonso Barrulho, appunto: che un bel giorno ammutolisce – scopre che Perceber, i suoi abitanti, il mondo intero non esistono.
Il racconto era una cosa à la Swift, “trattata” con uno stile che cercava di rifarsi il più possibile a Calvino. Restò nel cassetto per quattro anni, finché non mi venne in mente di costruirci sopra un romanzo.
Nel 1996 vivevo a Londra, lavoravo per una multinazionale nella City, la sera svestivo i panni funebri dell’impiegato e mi trastullavo di fronte ad una vecchia macchina da scrivere Imperial, nera, che avevo comprato a Portobello. In una notte di febbraio, progettai l’intero romanzo, buttando giù una scaletta in trenta punti; e nei giorni successivi ampliai il racconto originario fino a completare i primi due capitoli. Il mio punto di riferimento stilistico, a quel punto, era divenuto Garcìa Marquez: immaginavo Perceber come una città gemella di Macondo.
Quando tornai a vivere a Roma nell’autunno del 1996, dimenticai ben presto il progetto, e per due anni non scrissi niente...
Leggi tutto l'articolo di Leonardo Colombati Così ho scritto Perceber, circa 14K in Rtf.
Posted by giuliomozzi at 07.03.05 11:28
Comments
Interessante.
Posted by: Vanni at 07.03.05 12:46
bello ! mi hai fatto venire voglia di scriverlo. come cosa ? un romanzo, no ? :)
Posted by: cletus at 07.03.05 12:50
Quanta automitizzazione, Colombati. Non ho mai visto una autocelebrazione simile. Pubblica sto libro e falla finita
Posted by: Sei 1 Mito at 07.03.05 18:20
Cletus hai ragione, fa venire voglia di scriverlo. Comunque penso sia un grande pregio di Colombati. Naturalmente su altre cose continuerò a discuterci selvaggiamente.
ps Sto ascoltando Jens Lekman, non capisco se è una bufala o un ragazzo di grande talento che comunica un sacco con canzoni semplicissime. Credo la seconda, ma non sono sicuro.
Sono sicuro invece di essere completamente pazzo avendo comprato Lekman insieme a Durations I-V e Coptic Light di Morton Feldman: all'apertura mentale c'è un limite che ho abbondantemente superato :-)
Che c'avrò da ridere poi...
Posted by: andrea at 08.03.05 20:47
Caro Leonardo, una domanda: e il saggio su "il silenzio, il bianco e lo zero", pubblicato in questo sito, quando lo hai scritto? Prima, durante o dopo la stesura di PERCEBER? Ciao!
Posted by: Francesco Gallo at 09.03.05 22:05
Francesco,
quel saggio l'ho scritto contemporaneamente a Perceber.
Posted by: Leonardo Colombati at 10.03.05 08:56
Ah, okkey. E in bocca al lupo per il nuovo romanzo!
Posted by: Francesco Gallo at 10.03.05 21:44