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22.04.05

Il grande romanzo americano

di Alessandro Piperno e Leonardo Colombati

rollingstone_1_m.JPG[...] Bisogna capire che le pop songs stanno all’America come agli italiani la Commedia e il Cantico delle Creature. Non è una questione di qualità ma di radici. Ecco perché – solo e solamente negli Stati Uniti – non suona scandaloso affiancare Tom Waits a Wallace Stevens.
Alla metà degli anni Settanta l’Uomo Nuovo della musica popolare s’incarnò nella figura di Bruce Springsteen, un songwriter il cui merito principale sta nell’averci mostrato per intero – più di Elvis, più di Dylan – la mappa del Dna musicale americano. Non c’è modulo della musica moderna che non abbia piegato alle proprie urgenze narrative. Gli elementi innovativi presenti nella sua musica, certo, sono prossimi allo zero – Springsteen non cambia la pop music di una virgola, ma la rimastica incessantemente, ne tiene viva la tradizione. Ed è per questo che, molto più di tanti veri o presunti innovatori, ha salvato il rock ‘n’ roll. Esaurita la grande spinta creativa degli anni Sessanta, scioltisi i Beatles, in declino gli Stones, l’Europa ammorbata dal progressive così come l’America dalle melensaggini della West Coast, Springsteen arrivò al momento giusto, prese su di sé la storia del rock e la fece sua.
[...]

rollingstone_2_m.JPG[E' finalmente in edicola il numero di Rolling Stone con la copertina dedicata al Boss, e all'interno il farneticante articolo sul suo nuovo disco, Devils & Dust, scritto a quattro mani da Alessandro Piperno e Leonardo Colombati. Non lo posso riportare per qui per intero (magari tra un po' di giorni), ma per intanto posso farvelo vedere. gm]

Posted by giuliomozzi at 22.04.05 21:23

Comments

giulio, perché non ti piace *devils&dust* e continui a cambiarlo in *dust&devils*? a me pare che c'abbia pure un ritmo più bello, quello del boss...

Posted by: milo at 22.04.05 22:17

Ora correggo. Grazie.

Posted by: giuliomozzi at 22.04.05 22:22

:o)
ciao giulio. Ci sarai anche tu a torino?

Posted by: milo at 23.04.05 00:56

Sì. Dal venerdì al lunedì.

Posted by: giuliomozzi at 23.04.05 08:25

RENO

Si è tolta le calze
ed io me le sono messe sulla faccia.
Aveva le tue stesse caviglie
ed io mi sentivo riempito dalla grazia.

“Duecento dollari la scopata,
duecentocinquanta il culo”, ha detto con un sorriso.
Mi ha slacciato la cintura,
si è tirata indietro i capelli e mi si è seduta davanti sul letto.

M’ha detto: “Tesoro, come va?
Vuoi che vada più lentamente?”
mentre buttavo uno sguardo fuori dalla finestra,
alla strada di sotto.

Mi sentivo stringere lo stomaco.
Il sole insanguinava il cielo
e penetrava attraverso le persiane dell’hotel. Chiusi gli occhi.

Sole sull’Amatitlan,
sole che cola sui tuoi capelli…
Nella Valle de Dos Rios,
un profumo di arancio finto riempiva l’aria.

Cavalcavamo coi vaqueros
fino ai gelidi fiumi della valle.
Ero sicuro che il lavoro e quel sorriso che appariva sotto il tuo cappello
fosse tutto ciò di cui avevo bisogno.

Ma per qualche ragione tutto ciò di cui hai bisogno
non è quasi mai abbastanza, come sai.
Tu ed io, Maria, l’abbiamo imparato.

Se lo tirò fuori della bocca.
“Sei pronto”, mi ha detto.
Si è tolta il reggiseno e le mutande,
s’è bagnata le dita, se l’è infilate e s’è buttata su di me, sul letto.

Dopo m’ha versato del whisky
e mi ha detto: “Brindiamo alla miglior scopata che tu abbia mai avuto”.
Abbiamo riso e abbiamo fatto il brindisi.
Non è stata la migliore che io abbia mai avuto, non ci è andata nemmeno vicino.

(2005, Bruce Springsteen. Da "DEVILS & DUST")

Posted by: Leonardo Colombati at 23.04.05 10:38

MATAMOROS BANKS

Per due giorni il fiume ti tiene sotto,
poi ti fa riemergere alla luce senza un suono
oltre gli stabilimenti e gli scali merci.
Le tartarughe ti mangiano le pupille, le tue orbite aperte fissano le stelle.

I tuoi vestiti si allontanano nella corrente, tra le rocce del fiume
finché ogni traccia di ciò che sei stata scompare
e le cose di questo mondo pretendono
che le cose dell’altro mondo facciano lo stesso.

Addio, mia cara, del tuo amore ringrazio Dio.
Incontrami sulle sponde del Matamoros.

Su fiumi petrosi e letti d’antichi oceani
camminano i miei sandali di corda e gomma;
le tasche piene di polvere, la bocca strozzata da una pietra fredda,
mentre la pallida luna scava la terra fino alle sue ossa.

A lungo, tesoro, per i tuoi baci, per il tuo dolce amore, ringrazierò Dio,
e per il tocco delicato delle tue dita.
Incontrami sulle sponde del Matamoros.

Il tenero ricordo di te arriva a cavallo del vento della sera.
Mentre dormo sogno di tenerti ancora tra le mie braccia.
Le luci di Brownsville risplendono sul fiume.
Un grido risuona, e nel fangoso fiume rosso mi tuffo.

A lungo, tesoro, per i tuoi baci, per il tuo dolce amore, ringrazierò Dio,
e per un tocco delicato delle tue dita.
Incontrami sulle sponde del Matamoros.

(2005, Bruce Springsteen. Da "DEVILS & DUST")

Posted by: Leonardo Colombati at 23.04.05 12:04

Leonardo, il disco è bellissimo. Grazie per le traduzioni.

Posted by: andrea at 23.04.05 14:58

THE HITTER

Vieni alla porta, ma’, e togli la catena:
passavo da queste parti quando la pioggia m’ha sorpreso.
Non voglio niente, e non c’è nulla che tu debba dire;
fammi solo sdraiare per un po’ e me ne andrò subito.

Ero poco più di un ragazzino quando mi hai messo alla Southern Queen.
Con la polizia alle calcagna, sono scappato a New Orleans.
Ho combattuto nei porti e con i soldi che ho fatto
ho capito che il combattimento era la mia casa e il sangue il mio mestiere.

Baton Rouge, Ponchatoula e Lafayette…
M’hanno pagato bene, ma, ed io ho steso i miei avversari.
Be’, ho fatto ciò che ho fatto; mi veniva naturale.
La moderazione e la pietà, ma’, mi sono sconosciute.

Ho combattuto contro Jack Thompson, il campione, in mezzo al fango;
la pioggia filtrava attraverso il tendone, mecolandosi al nostro sangue.
Alla dodicesima ripresa, con la lingua che penzolava dalla mascella rotta,
mi sono avventato su di lui e ho messo al tappeto quello stronzo.

La campana suonava e suonava mentre io continuavo
fino a quando ho sentito il mio guantone di pelle tra la sua pelle e le ossa.

E le donne e i soldi arrivarono in fretta e persi il conto dei giorni.
Le donne erano in rosso, i bigliettoni erano veri, ma i miei numeri erano neri:
combattevo per uomini in abiti di seta per mettere a frutto le loro scommesse.
Io mi prendevo una buona fetta, ma’, e non ho mai avuto alcun rimorso.

In un incontro truccato all’arsenale dello Stato, contro Big John McDowell
mi sono visto cadere dalle stelle alla polvere
e quando sollevarono il suo braccio il mio stomaco si rivoltò e il cielo annerì.
Ma riempii la valigia con il loro denaro e non mi voltai mai indietro.

Prova a capire: alla fine, ma’, ogni uomo gioca il suo gioco;
se ne conosci uno diverso, fammi il suo nome.

Ma’, se non riconosci la mia voce,
apri la porta e guarda dentro i tuoi stessi occhi scuri.
Non ti chiedo nulla, né un un bacio né un sorriso;
solo, apri la porta e lasciami riposare per un po’.

Adesso cade una pioggia grigia e non combatto più sui ring;
nei campi e nei vicoli prendo chiunque si faccia avanti:
se pensi di essere meglio di me, fatti avanti,
fammi vedere i soldi e raccontami il tuo crimine.

Non voglio niente, e non c’è nulla che tu debba dire;
fammi solo sdraiare per un po’ e me ne andrò subito.

Stasera, al canitere navale, un uomo ha tracciato un cerchio nella polvere;
io ci sono entrato e ho tolto la camicia.
Ho studiato i suoi tagli, gli sfregi, i dolori che il tempo non riesce a curare.
Ho scartato rapidamente sulla sinistra e l’ho colpito volto.

(2005, Bruce Springsteen. Da "DEVILS & DUST")

Posted by: Leonardo Colombati at 23.04.05 15:27