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03.04.05
Le copertine di Perceber [1]
di giuliomozzi
Nei giorni scorsi, nell'imminenza della "chiusura" e dell'andata in stampa c'è stato l'ultimo serrato confronto sulla scelta della copertina. Diciassette giri di email in una sola mattina... Senza contare che, in effetti, non è che ne stessimo discutendo per la prima volta. Anzi. Probabilmente mai copertina, in Sironi, fu più sofferta di questa. Anche perché Leonardo, vulcanico com'è, ha continuato fino all'ultimo a bombardarci di proposte e controproposte. Tanto perché si capisca il tipo: ogni proposta che ci spediva (e certi giorni ne spediva due, tre, quattro) era sempre una "ultima proposta", quando non addirittura un' "ultimissima".
Immagino possa essere curioso, per chi si domandi come avvengono certi processi decisionali nelle aziende editoriali, avere una "campione" del vortice di proposte che si sono succedute. Cominciamo con alcune proposte di Leonardo (in ordine cronologico). Per vedere le immagini grandi, basta cliccare sulle immagini piccole. Le immagini grandi sono tutte sui 50-60K.
A sinistra: 3 dicembre 2004. Sancta simplicitas. Il modello è (e resterà a lungo, con andate e ritorni) la grafica di McSweeney's (vedi anche il blog di Leonardo, o il sito della rivista di ciarlataneria musicale Medicine Show).
A destra: 14 gennaio 2005. Qui il modello è, invece, la copertina di L'arcobaleno della gravità, amatissimo (da Leonardo: e ora anche da me) romanzo di Thomas Pynchon.
A sinistra: 15 gennaio 2005. Proposta definita "ultimissima". Il modello è sempre L'arcobaleno della gravità (magari con i colori di Mason & Dixon, sempre di Pynchon).
A destra: 16 gennaio 2005. Il suggerimento di usare immagini tratte dai meravigliosi libri di Robert Fludd, studioso di alchimia (credo), mnemotecnica (di questo sono sicuro) e di tante altre cose, venne da Giuseppe Genna. Questo è un primo (assai confuso, mi pare) tentativo leonardesco.
A sinistra: 16 gennaio 2005. A questo punto, ci sembrava di essere più o meno arrivati. Il Fludd piaceva. Il problema era: trovare un'immagine di qualità sufficiente (e che non costasse una fortuna). Di immagini fluddesche, in rete se ne trovano a bizzeffe. Ma la qualità è, com'è logico, assai scarsa.
Ci mettemmo in caccia. Io ordinai un po' di libri di Fludd (ne esistono delle ristampe anastatiche curate - questo lo scoprii dopo - da un'associazione dichiaratamente massonica). Non era essenziale usare proprio quell'immagine lì: poteva andarne bene anche un'altra (ne vedremo), l'importante era ciò che quel tipo d'immagine poteva evocare.
Sempre che, ovviamente, nella mente del potenziale lettore sorgessero le stesse immagini che sorgevano nelle nostre menti...
[continua] [seconda puntata] [terza puntata]
Posted by giuliomozzi at 03.04.05 22:42
Comments
Morale, qual è la copertina finale? Il disegno di quella del 16 gennaio è molto bello. L'impaginazione del nome e del titolo non tanto. Forse sarebbe meglio lasciar perdere il sottotitolo con quell'aggettivo "eroicomico" che mi sembra un po' inutile. Che cosa ne dite? Lo presenterete a Milano?
Posted by: Armando Trivellini at 05.04.05 16:32
le mie preferite: la prima e l'ultima.
Le due di derivazione Pynchon sono troppo simili agli originali.
Posted by: Andrea at 06.04.05 11:02
L'ultima poi, col fondo bianco, sarà un bel colpo d'occhio in libreria (per la serie: "come millantare competenze di marketing eccetera eccetera")...
Posted by: Francesco Gallo at 06.04.05 11:35