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12.05.05
Ci sono le basi concrete
di Giuseppe Iannozzi
[...] Però posso dire qualcosina piccolissima con beneficio d'esser ancora completamente comprovata, in quanto è ancora in lettura: Perceber di Colombati, dopo un centinaio di pagine, se non proprio un capolavoro, ci siamo quasi. Comunque, potrò dire bene solo a lettura ultimata. E' solo una considerazione, questa: non la si prenda come un giudizio definitivo. Ma sì, ci sono le basi concrete perché possa dirlo anch'io capolavoro. Ad ogni modo, prima di dire qualche sciocchezza inopportuna, meglio è che termini la lettura. Poi ne tornerò a parlare, sicuramente. [...]
Così scrive Giuseppe Iannozzi (non a casa sua, nell'una o nell'altra, bensì qui, in un commento in Lipperatura).
Posted by giuliomozzi at 12.05.05 10:03
Comments
Siamo a quota duecento, duecento pagine. Penso che a breve porterò a termine questa lettura non poco impegnativa. Era dai tempi de "Il pendolo di Foucault" di U. Eco che non leggevo romanzo tanto interessante, stimolante. C'era forse il rischio che si partisse col piede sbagliato - adottando un pregiudizio - per poi dire, in maniera semplicistica e assai riduttiva, che Colombati semplicemente un clone à la Pynchon con una spruzzatina di enciclopedismo à la Eco. Ed invece - ormai quasi senza tema di smentita - almeno per me anche, sì, un Capolavoro pienamente originale, che dà alla Letteratura italiana un nuovo energico soffio di vita come non accadeva da quindici anni a questa parte. Con Leonardo Colombati, con “Perceber”, la Letteratura è anche un gioco. Ma di gran classe.
C’è il serio rischio che Leonardo Colombati sia presto eletto da critica e pubblico il più originale e geniale romanziere d’un’intera generazione di scrittori.
E, ovviamente, spero di riuscire presto ad estorcere all’Autore un’intervista, compatibilmente agli impegni di Leonardo Colombati.
Giuseppe Iannozzi
Posted by: Iannox at 12.05.05 15:10