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24.05.05

Colombati bicamerale

di Leonardo Colombati

Sul Corriere della Sera di oggi (24 maggio 2005), Stefano Bucci scrive:

Tanto per ribadire che al Viareggio, probabilmente il premio letterario più di sinistra d’Italia, sembrano piacere molto (almeno quest’anno) anche i candidati di destra, è arrivata ieri la prima rosa dei finalisti della 76ma edizione. Che, nella sezione opera prima, vede accanto all’Alessandro Piperno di Con le peggiori intenzioni (Mondadori), quel Leonardo Colombati di Perceber (Sironi) definito proprio da destra “il romanzo del decennio, di quello che è trascorso e di quello che verrà.

Da questo stralcio, si evince che io sarei uno «scrittore di destra» perché il mio libro è stato lodato «da destra». E qui si sottintende un articolo di Luigi Mascheroni apparso su «Il Giornale» lo scorso 21 aprile.
Mi sembra un modo di ragionare di una follia inconcepibile. Un libro apparterebbe dunque allo schieramento politico di riferimento del giornale che ne parla bene? E se è così, il fatto che Con le peggiori intenzioni sia stato incensato dal Magazine del giornale su cui scrive lo stesso Bucci significa che il Corriere della Sera è di destra? E come la mettiamo con le recensioni positive che Perceber ha ricevuto dal Riformista, dall’Avvenire e da Famiglia Cristiana? Sono forse l’artefice di una nuova Bicamerale?

Già il 20 maggio Bucci aveva vergato questo illuminante articolo:

Sinistra o destra. Tommaso Pincio o Alessandro Piperno. Il gioco dell'estate 2005, sulle pagine culturali dei quotidiani italiani, sembra essere ormai quello di scoprire il romanzo dell'anno, del decennio, del secolo e magari dell'intero millennio. Anche se non è soltanto una questione di letteratura visto che ognuno di questi capolavori annunciati può contare su una pattuglia di sostenitori chiaramente schierati, almeno politicamente. Ed ecco che Con le peggiori intenzioni di Alessandro Piperno (Mondadori) diventa così il libro più amato dai giornali della destra. [...] La scoperta di Piperno è questione relativamente recente (nel frattempo c'è stato il tempo di glorificare Perceber dell'esordiente Leonardo Colombati e di rintuzzare le critiche di Aldo Nove che ha parlato di “romanzo di regime”). Intanto, mentre Con le peggiori intenzioni ha già superato le 130 mila copie, tocca ora ai giornali della sinistra scoprire il proprio “romanzo dell'anno”. Già fatto: è La ragazza che non era lei di Tommaso Pincio (Einaudi Stile Libero). E a testimoniare questa scelta arriva in questi giorni l'“uno-due” realizzato da Gabriele Pedullà su il Riformista di mercoledì e da Emanuele Trevi su il manifesto di ieri. Entrambi dedicati alla celebrazione di Pincio e del suo quarto romanzo». [testo completo di questo articolo; commento di giulio mozzi a questo articolo].

La domanda delle domande è allora questa: quando il più prestigioso giornale italiano delega la sua pagina culturale a uno come Stefano Bucci che classifica i libri come si faceva un tempo con la mortadella (di sinistra) e il prosciutto cotto (di destra), chi potrà mai salvarci?

Posted by giuliomozzi at 24.05.05 15:05

Comments

e adesso che genna ha parlato bene di pincio, che cosa succederà? bucci lo denuncerà per Appropriazione Indebita di Romanzo dell'Altra Parte? certo, leonardo, se l'avessi saputo che con te avrei lavorato al romanzo della destra avrei fatto obiezione di coscienza, perché io voto rifondazione... ;-) (ci metto la faccina, perché con questi chiari di luna non vorrei mai che qualcuno non capisse che trattasi di registro ironico...)

Posted by: paola at 24.05.05 16:16

E già. Secondo Parente (sul Domenicale)Genna e Wu Ming sono berlusconiani. Ho fatto alcune ricerche suppletive. Sulla Gazzetta di Firenze del 12 giugno 1319, tale Cagnozzo Buzzi dava a Dante del doroteo. E in un pezzo su una prima alla Scala diretta da Verdi, il recensore si lasciò sfuggire il gossip dell'anno: "Manzoni se la fa con Rosy Bindi". Se Cicciolina fosse ancora sulla breccia, mi presenterei come uno scrittore "in area" Partito dell'Amore.

Posted by: Leonardo Colombati at 24.05.05 16:50

E a me niente? Non so, datemi dell'andreottiano, dell'almirantiano, dello stalinista, insomma, per Dio, datemi una bella etichetta, non riesco a vivere senza! ;-)

Posted by: gianni biondillo at 24.05.05 17:07

Biondillo, sei un architetto!

Posted by: giuliomozzi at 24.05.05 17:10

Ho parlato adesso con un giornalista del Corriere. La colpa, pare, non è di Bucci. Ma di Mieli, che impone questo approccio su tutto. Letteratura o creme da sole. Ieri ha fatto litigare Bisio e Kovacevic (?) sulla questione: "I bambini sono di destra o di sinistra?". Non ho potuto approfondire.
Siccome mi sembra tutto una cosa pietosa, (ma io come lettore mi sento offeso), mi informo meglio e po vi dirò.
L'unica cosa da fare è far fare una grossa figura di merda al Corriere davanti a tutti. Aspettiamo idee.

Posted by: Armando at 24.05.05 17:15

Be', se un Direttore ti ordina di fare Cose Stupide, puoi sempre dire di No, no? Per carità: se uno non ci ha il Coraggio, mica se lo può dare...

Posted by: giuliomozzi at 24.05.05 17:30

Il Corriere è deludente, come tutti i quotidiani d'Italia. Forse si può fare benissimo a meno di leggerli, per cominciare. Salvo smentite, una recensione positiva e/o una stroncatura (non ne esistono più, come noto) hanno un effetto sulle vendite prossimo allo zero assoluto.
Paolo Mieli, eccellente direttore (il venduto è in crescita netta, da che è subentrato a Stefano Folli) resta pur sempre l'inventore del famigerato mielismo, neologismo pietoso accolto però addirittura da uno storico del calibro di Bruno Bongiovanni.
Se uno non ha il Coraggio, Giulio, magari ha una famiglia, una fidanzata esigente o soltanto conduce un tenore di vita alto abbastanza da richiedere uno stipendio da assunto al Corriere per arrivare alla fine del mese. Bucci non ha colpe - il dolo è di chi l'ha messo lì, magari.

Posted by: giovanni at 24.05.05 18:10

Credo che un autore di romanzi - mi limito a questo genere, che seguo, ma si potrebbe anche generalizzare - che ha il diritto di essere politicamente di destra, di sinistra, di centro, e anche mezzala e centravanti, in quanto autore sa bene che le sue opere parleranno da sole.

Non leggo i giornali da anni, e apprendo di alcune cose molto spesso qui sul web. Bucci, se ho capito bene, non ha svolto, nel caso specifico, come qualcuno ha già detto, mi pare, il suo mestiere di critico letterario, anche se lo ha creduto, ma quello molto pericoloso di seminatore di zizzania.

Ricordiamoci che "Il partigiano Johnny" ha avuto dell'ostracismo per aver parlato di alcuni misfatti compiuti dai partigiani. Solo quando ci si è resi conto che non si poteva e non si riusciva a tenere in ombra un capolavoro, si è mollato la censura. Come pure per Alianello, gran bravo scrittore. E idem per Silone.

Chi giudica i romanzi sulla base della posizione politica dichiarata dall'autore, non sarà mai un lettore in grado di comprendere appieno il contenuto del testo. Gli sfuggiranno un mucchio di cose.

Bart

Posted by: Bartolomeo Di Monaco at 24.05.05 20:17

Mi è già capitato di scrivere sulla follia di queste generalizzazioni.
La mania di schierare a destra o a sinistra qualunque cosa (dai libri ai cibi, dai fumetti alle squadre di calcio) è opera inutile ed insensata.
Per questo, per esempio, la critica di Aldo Nove ad Alessandro Piperno era del tutto scomposta e sconclusionata: l'ideologia è una droga pericolosa...

Posted by: bible black at 24.05.05 22:36

Caro Colombati, l'articolo di Bucci non è scadente perchè le attribuisce l'etichetta di destra, la quale non mi sembra la peggiore delle etichette, ma in quanto espressione di un giornalismo prostrato al marketing delle case editrici.
Il marketing non è scienza nè cultura e ha bisogno di etichettare per vendere, i soldi prima di tutto.
Il "Corriere" sta facendo campagna elettorale a sinistra senza risparmiare le pagine culturali.
Molto più onesto il "Giornale" che non si nasconde dietro l'istituzionalità e ha ottime pagine culturali, dovrebbe essere contento della recensione che cita a costo di passare per uno di destra.
Le faccio anche notare che tra i finalisti del premio cui è candidato c'è Veltroni, di professione politico, pubblicato dallo stesso editore del "Corriere".
La politica e il marketing inquinano i libri, sta a Voi, e a noi, difenderli.

Posted by: Annarita at 25.05.05 08:47

state parlando comunque di libri mediocri, saputelli, già letti, come quello di piperno, che piace a un'italia di burini che si credono sofisticati...

Posted by: marco at 27.05.05 19:32