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06.05.05
Dove saremo
Alla Fiera del libro di Torino, lo stand di Sironi sarà nel padiglione 2, nella posizione J 146.
L'appuntamento per la presentazione di Perceber, con l'autore Leonardo Colombati e Alessandro Piperno, è domenica 8 maggio 2005 alle 19.30, presso lo Spazio Autori A.
Posted by giuliomozzi at 06.05.05 05:57
Comments
Ma nella spedizione alle librerie avete incluso anche la Mondadori di Forlì?
Posted by: andrea barbieri at 05.05.05 12:00
Non lo so. M'informo.
Posted by: giuliomozzi at 05.05.05 12:16
Giulio fa lo stesso, passo e chiedo io, se non c'è lo prendo a Torino. Ne hai già tante da fare.
Ciao e complimenti a tutti.
andrea
Posted by: andrea barbieri at 05.05.05 12:59
C'è! acquistato in pausa pranzo. La copertina è bellissima.
Posted by: andrea barbieri at 05.05.05 14:14
Primo premio a Andrea Barbieri! Chi si accaparra il secondo?
:)
Posted by: monica at 05.05.05 14:34
No, il primo premio ce l'ha il cognato di Leonardo. A meno che non consideriamo fuori partita i parenti (come sarebbe anche giusto).
Posted by: giuliomozzi at 05.05.05 17:27
Ora vediamo chi è il primo che ne scrive, dopo averlo letto, finalmente.
Mica sarebbe male raccogliere qui le recensioni che saranno fatte sia all'esterno (giornali) che all'interno del web.
Il sito Perceber potrebbe essere il luogo ideale per questa raccolta.
Chi sa che qualche indeciso (io compro attraverso ibs e, appena completo l'ordine, parte anche l'acquisto di Perceber) non venga convinto, voglio sperare, all'acquisto.
Di nuovo tanti auguri a Leonardo e a Mozzi.
Bart
Posted by: Bartolomeo Di Monaco at 05.05.05 17:39
Caro Bartolomeo, cercheremo di seguire, riportare e segnalare (come abbiamo già fatto finora, peraltro) tutte le recensioni, segnalazioni e stroncature di Perceber.
Posted by: giuliomozzi at 05.05.05 17:54
Grazie.
Sul tuo blog hai scritto che il tuo computer ora funziona. Sappi che ti ho scritto due volte (per la cosa che sai).
Solo per fartelo sapere. Ora sei alle prese con tante cose; quando potrai dammi un riscontro.
E scusami, ciao.
Bart
Posted by: Bartolomeo Di Monaco at 05.05.05 18:05
ore 13.47. Torino.
ho comperato la copia di Perceber.
non credo di essere stato il primo.
ma mi andava dire che ho iniziato già a leggerlo, di nascosto dal capo, che mi chiede altre cose da fare.
in bocca al lupo a leonardo (colombati) e giulio (mozzi) per questa avventura.
non so se il libro abbia delle doti miracolose, ma la commessa della libreria, che di solito non mi parla neanche sotto tortura, mi ha parlato.
"Ah prendi Perceber?". "Sì...". "Dicono che sia un libro molto bello, ma molto difficile...". "Beh, io ho letto delle anticipazioni sul web e mi sembra soprattutto una gran bella narrazione, c'è bisogno di raccontare". "Beh quando l'hai finito, mi dici cosa ne pensi?". "Certo, si potrebbe fare davanti ad un caffé...?". "Vediamo, non si sa mai.." ha aggiunto.
Ecco l'unica cosa che mi dispiace è che il testo è abbastanza lungo, spero che non si dimentichi la promessa, la cameriera dico.
d.
Posted by: demetrio at 05.05.05 18:08
Ho deciso. Non compro da ibs. Ho telefonato al mio libraio. Gli ho detto di mettermi da parte una copia di Perceber (voglio lo sconto, però, gli ho detto, da buon lucchese).
Ci vado in tuta, in città. Parto ora. Vediamo quanto ci metto. (Montuolo è a sei chilometri da Lucca.
Bart
Posted by: Bartolomeo Di Monaco at 05.05.05 18:25
Ho comprato "Perceber" alla Libreria "Scuola e CUltura" di via Ugo Ojetti in Roma. Ne avevano altre 8 copie ed erano impilate per terra in attesa di collocazione.
Bella davvero la copertina anche se :
a) Il rosso che vedo qui su internet è più acceso, più bello di quello reale
b) Mi ero sempre immaginato una copertina rigida in stile Avoledo, invece la copertina è moscia stile "Futbol bailado"
Come posso rimediare una dedica? :P
Federico
Posted by: Federico at 05.05.05 18:29
Tornato. Quanto ci ho messo?
Vabbe', potrei imbrogliare e non aver acquistato Perceber.
Invece eccolo qui, con la sua copertina rossa e le sue 512 pagine.
Una prova?
Capitolo 27: DOVE SONO RIEVOCATE CERTE ANTICHE SUGGESTIONI DA TABARIN
Si sta come avvoltoi contro un fondale di Poussin... eccetera eccetera.
Sì, l'ho proprio comprato e inizierò a leggerlo domani. Dovevo cominciare "La casa si muove" di Guglielmo Petroni.
Ma per Giulio e Leonardo, si fa questo e altro.
Bart
Posted by: Bartolomeo Di Monaco at 05.05.05 18:56
Un pensierino per Leonardo in questo momento che immagino per lui bello e terribile:
http://themodernword.com/pynchon/zak_smith/title.htm
Posted by: papino at 05.05.05 18:59
Unica pecca: averci messo il risvolto di quel tipo presuntuosetto. Un libro scritto in dieci anni, lungamente lavorato, scoperto da uno scrittore generoso quale è Mozzi e pubblicato da un editore coraggioso come Sironi... Mettere la cacchetta sulla torta, che peccato... Stendere i tappeti rossi all'ultimo dei raccomandati mediatici, l'ultimo scrittorello alla moda, una moda tutta artificiale creata ad arte, un autore il quale come unica autorevolezza ha quella di essere stato sponsorizzato da stampa e televisione e aver venduto quattro copie grazie alla più scorretta campagna promozionale mai vista in Italia, che ne ha decretato il successo PRIMA del successo stesso (quello vero: l'amore e l'ammirazione dei lettori), ancor prima di lasciare ai lettori il tempo di leggerlo, puntando tutto sulla vendita, sull'effetto-vendita che una promozione così esorbitante ha causato... Un "capolavoro misterioso" era degno di ben altro mentore. Ma è un piccolo neo. Quando Perceber verrà ristampato in edizione economica cambieranno risvolto, perché nessuno si ricorderà di chi l'aveva scritto.
Posted by: Una sola pecca at 05.05.05 19:08
L'autore di un solo libro ha un improvviso successo. Anziché tirarsela in solitudine, preferisce spendersi in favore di un altro libro, per il solo fatto che gli sembra assai bello. Questo è un gesto generoso, mi pare.
Riporto quanto una persona che si è firmata "Un lettore forte" ha scritto, qualche giorno fa, in calce al post "Risvolto" [ http://www.perceber.com/archives/2005/04/risvolto.html ]:
"Faccio notare che un tempo gli scrittori italiani affermati, già maturi o anziani, scrivevano nelle quarte di copertina per lanciare autorevolmente i giovani. Per esempio Calvino scrisse le quarte di copertina dei romanzi di esordio di Del Giudice e De Carlo. Ora, da almeno una quindicina d'anni gli esordienti vengono lasciati soli. Se un esordiente vuole cercarsi un parere autorevole e una bottiglia di champagne pregiato da frantumare beneauguralmente - con o senza avverbi - al varo, bisogna chiederlo a uno scrittore della propria generazione o di pochi anni più vecchio".
Posted by: giuliomozzi at 05.05.05 19:47
ciao!
temevo per la copertina...invece devo dire che la trovo "desiderabile" al punto giusto. In bocca al lupo.
Posted by: elisabetta at 05.05.05 21:57
Anche la foto di Leonardo, nel risvolto, è venuta assai bene. Vedrai (dopo la Fiera ti porto la tua copia).
Posted by: giuliomozzi at 05.05.05 22:02
Si sa ancora nulla di come è andata la giornata per Perceber?
Mi auguro che tutta la famiglia di vibrisse si metta in moto in questi giorni per dare un sostegno allo sforzo di Giulio, che questa volta si è messo in gioco più che nelle altre pubblicazioni (non è così?) e la posta è diventata molto alta. Chi sa quanti lo aspettano al varco...
A Leonardo, spero, faremo tutti sapere qualcosa, non appena avremo letto il suo libro. Penso che ci tenga a conoscere la nostra opinione reale, dopo tanto rumore "sul" nulla.
Io comincerò ad incontrarmi con lui domattina, quando riprenderò a leggere l'incipit del capitolo I:
"Qui ce n'è un'altra bella e sgozzata, ragazzo"
Ora, invece, mi piace immaginare Leonardo che si rigira in mano il suo primo romanzo, se lo sfoglia, si ferma a leggere qualche riga in qua e là. Legge il suo nome in copertina, controlla che sia scritto bene, che si veda bene; guarda la sua foto. La confronta con la sua immagine allo specchio. Infine, posa il libro sulla scrivania, va a fare le sue faccende, la testa è piena di pensieri, non riesce a concentrarsi su nulla. Il libro gli si para sempre davanti. Deve ritornare ogni tanto a rigirarselo tra le mani. E' il suo primo libro, è bello, forse il più bello tra quanti ne scriverà.
E così, fino a domattina...
Insomma, il 5 maggio è quasi trascorso. Domani comincia il secondo giorno di Perceber, più quieto, più riposante, più riflessivo.
A domattina, Leonardo.
Bart
Posted by: Bartolomeo Di Monaco at 05.05.05 23:08
Caro Andrea,
grazie per la tempestività: sei arrivato primo (i parenti bisogna escluderli da questa classifica).
Caro Demetrio,
sorpreso dai poteri afrodisiaci di Perceber, ti chiedo di farci sapere come andrà a finire con la commessa.
Caro Federico,
per rimediare una dedica potresti venire alla presentazione romana del libro, mercoledì 18 maggio, alle ore 20, Officina Arte al Borghetto, Piazzale della Marina 27 (di fronte al Ministero della Marina).
Caro Papino,
grazie del pensierino.
Caro Bartolomeo,
la serata e il day after si sono svolti, per ora, come hai previsto tu.
Posted by: Leonardo Colombati at 06.05.05 09:53
Non ho ancora il libro. Se qualcuno mi manda l'incipit (qui nei commenti o alla mia e-mail: una dieci/quindici/ventina di righe) lo metto stasera nell'incipitario.
Posted by: Giuseppe Ierolli at 06.05.05 10:36
Lo comprerò domani, e dirò: se avete fatto lo sconto a Bartolomeo di Monaco(anch'io sto a Lucca), ora lo voglio anch'io.
In bocca al lupo a Leonardo e Giulio, e anche a Monica!
Posted by: Toni at 06.05.05 12:28
A Toni
Forse è troppo tardi e avrai già comprato il libro, ma se vai da Lucca Libri, C/so Garibaldi, al bancone trovi Mario. Digli che ti ho detto io che ti deve fare lo stesso sconto.
A Leonardo.
Sono a pag. 54, domattina comincio il cap. II, paragrafo 4.
Ho già tirato giù un mucchio di appunti. Quando ne scriverò, ne verrà fuori un pezzo lungo quanto il tuo libro:-)
Per ora mi piaci più di Pynchon. Ho trovato anche un po' di Marquez e anche di Maggiani.
Vedremo. Alla tazza della toeletta ho già dato la mia interpretazione, essendo un pezzo per me significativo.
Non potendogli dedicare la giornata intera, penso che per finirlo mi ci vorrà una diecina di giorni. Sono un lettore lentissimo, che si perde ad annotare continuamente.
Se tutto dovesse scorrere come queste prime 54 pagine, si tratterebbe di un romanzo notevole.
Vediamo se avrai saputo reggere alla distanza. Un libro assai impegnativo, comunque.
Ciao.
Bart
Posted by: Bartolomeo Di Monaco at 06.05.05 16:54
C’è un commento, qui sopra, firmato da “Una sola pecca”, al quale vorrei rispondere E scusatemi se sarò lungo.
Non mi avventurerò in un giudizio su "Con le peggiori intenzioni" (l’ho già fatto diverse volte: vi basti sapere che secondo me è uno splendido romanzo). Vorrei solo provare a spazzare via qualche equivoco a proposito del successo mediatico del libro di Piperno.
Quella che riporta il commentatore di cui sopra è ormai la vulgata del “fenomeno-Piperno”.
Eppure non è vero che Piperno è un “raccomandato mediatico” grazie alla “più scorretta campagna promozionale mai vista in Italia”. Chiunque bazzichi il mondo editoriale e abbia un poco di buona fede non potrà negare il fatto che Antonio D’Orrico (il critico del Magazine del Corriere che ha dato la stura alla pipernite) sia persona i cui giudizi – più o meno opinabili – sono frutto di un’assoluta indipendenza intellettuale. In parole povere, D’Orrico non è “al soldo” di alcun editore ed è insensibile (leggendariamente, direi) a qualsiasi pressione, da qualunque editore essa giunga. In parole ancora più povere, fa precisamente il cazzo che gli pare. Mi vengono in mente tre nomi (oltre a quello di Piperno), particolarmente incensati dalla sua penna: Giorgio Faletti, Tullio Avoledo e Gianni Biondillo. Andate pure a chiedere agli editori di questi tre autori (Baldini Castoldi Dalai, Sironi e Guanda) se non è vero quel che dico. Si possono discutere, poi, i metodi che utilizza D’Orrico per far critica: certi titoloni del tipo “IL PIÙ GRANDE SCRITTORE ITALIANO”. È, questa, una campagna promozionale scorretta? Io credo che la posizione che D’Orrico s’è costruito nel tempo e la sua capacità di promuovere ciò che gli piace derivino da una circostanza semplicissima: egli ha instaurato un saldo rapporto di fiducia con i suoi lettori. Non si può chiedere di più ad un critico che lavora sulle uscite librarie. Qualcuno – francamente non ricordo chi – ha coniato per lui il termine “beejay”. Non mi sembra affatto un insulto. Una cosa è fare critica letteraria su testi di trenta, sessanta, duecento anni fa; un’altra è farla su un libro fresco di stampa – e non su una rivista per specialisti, ma sul magazine del primo giornale nazionale. Cosa fa D’Orrico? Cosa fa un beejay”? Racconta di cosa parla il libro in questione e dice se gli è piaciuto o no, e perché. Punto. Tanto basta al suo lettore per decidersi a comprare o meno il libro.
Posted by: Leonardo Colombati at 06.05.05 17:07
Non solo. Ma chi parla così di "fenomeno mediatico" e insulta gratuitamente un autore come Piperno, senza motivazioni reali dal punto di vista tecnico-critico, commette un errore madornale. Se si vuol fare critica letteraria bisogna farla seriamente. Bisogna parlare di stile, costruzione delle parti narrative, dinamica, semantica, sintassi, struttura, linguistica, estetica, visione del mondo e di tutte quegli elementi che sono fattore costitutivo della letteratura stessa. Dire se l'opera funziona. Se raggiunge il suo scopo. Se ti emoziona o ti annoia.E se non lo raggiunge, analizzarne il perchè. Bisogna saperne, però. E' assolutamente ingiusto, nonchè scorretto, sparare a vanvera su opere che non si conoscono in profondità. La critica letteraria è una disciplina seria che richiede capacità di ascoltare, sensibilità e tecnica. E' il contrario del pregiudizio. Leggere è farsi tabula rasa per un po', prima di avere elementi per parlare. Chiunque sappia scrivere, sa che lo stile di Piperno è molto interessante. Piperno scrive bene. Come scrivono in pochi. Le sue proposizioni sono articolate in maniera molto originale. Sono di una lucidità impressionante. E dentro ci sono tanta nevrosi, tanta ironia e tanta nostalgia. E voglia di vivere. Poi si può discutere e dire che il libro è bello o brutto. Per tutti i motivi che si vogliono. Non ha il minimo senso dire che uno ti sta sulle palle perchè la televisione ha parlato del suo libro. Ma vogliamo scherzare? Magari tutti i libri potessero avere una vetrina per 50 milioni di potenziali persone. La letteratuta di questo povero paese, in cui tutto si risolve con la politica del "noi bravi voi stronzi", coi gestacci e l pernacchie,sarebbe molto più in salute. E, di sicuro, anche la televisione.
Bravo Leo, ho letto le prime 50 pagine e mi sono piaciute moltissimo. Una bomba. Mi hanno fatto venire voglia di leggere le altre 450. E non è poco.
Posted by: Armando at 06.05.05 17:59
Se il senso del commento di Armando è: prima studiare, poi parlare, allora son d'accordo con l'Armando. Sul resto del commento, su cioè che sia critica letteraria e che cosa no, boh, penso abbiamo vedute divergenti e che, a scanso d'equivoci, non pertengono alla materia di questo blog collettivo e molto genettiano (periodo Palimpsestes, ovviamente).
Posted by: giovanni at 06.05.05 19:04
Per Bartolomeo: non è tardi, andrò domattina a comprarlo, per cui grazie! E'la prima volta che risparmio qualcosa frequentando la rete :)
Posted by: Toni at 06.05.05 19:37
Ve ne prego, non la discussione su Piperno anche qui! E' stato gentilissimo, ha voluto sponsorizzare un amico, e per questo viene bombardato anche qui? Basta! :)
Posted by: Federico at 06.05.05 20:08
Sono contento, Toni, di aver fatto in tempo; e in qualche modo fammi sapere se hai avuto lo sconto. (bartolomeo.dimonaco@tin.it)
Bart
Posted by: Bartolomeo Di Monaco at 06.05.05 20:57
oggi (venerdì) pomeriggio intorno alle 17 ero allo stand Sironi. giulio (senza ochette o maialini purtroppo) stava parlando con due ragazzi. Perceber era in bella mostra sopra tutti gli altri libri. L'ho preso su, curiosamente emozionata. Bella la copertina, più bella che qui su internet, il risvolto troppo lungo per leggerlo, ho sfogliato alcune pagine, viste le note al fondo dei capitoli. Ho trovato piuttosto magnetici quei due o tre pezzettini di storia letti al volo mentre sfogliavo. giulio continuava a chiacchierare ma ogni tanto lo guardavo, finché lui se n'è accorto... allora ho messo giù il libro e mi sono presentata, completamente ricoperta di rossore adolescenziale, balbettando qualche stupidaggine, *passato il raffreddore?* ecc ecc... insomma sedici anni e della peggior specie ;o).
Il risultato? Ho dimenticato di comprare il libro.
Lo farò domenica, ma adesso l'avrei cominciato proprio volentieri...
Posted by: milotimida at 07.05.05 01:05
Milogiovanissima, questo raccontino notturno ha quel sapore, mai dimenticato, di Happy Days (in italiano: Alberto Ragni, Giorni felici, Ravenna, Fernandel, 2001) e Beverly Hills 90210. Oltre a dimenticare l'acquisto di Perceber - hai già detto che rimedierai - hai scordato di guardare il tuo blog, dove lasci, mi pare con una qualche frequenza, i thread a metà. Gente che aspetta tue risposte e non le avrà mai, per dire.
Posted by: giovanni at 07.05.05 06:47
giovanni, tu a milotimida le fai la corte ;-)
Bart
Posted by: Bartolomeo Di Monaco at 07.05.05 07:29
Comprato Perceber 5.5.5. Strana data, se ne aggiungiamo 1 a testa viene un numero demoniaco... in effetti, i primi 2 capitoli (uno al giorno, per ora, centellinati, come la mela del medico) spiazzano più di quanto faceva Garrincha (che, si sa, a suo favore aveva una gamba più corta dell'altra). Ho capito che sto leggendo? No, ma questo forse è un pregio. Grazie Leo, per ora l'epitaffio palindrono del cap. 2 mi ha molto divertito! A presto, in bocca al lupo!
Posted by: Alberto at 07.05.05 13:14
Bart, non faccio la corte a nessuno. Ho passato quell'età, purtroppo.
Alberto, Leonardo non è Garrincha, cui regalarono una radio in Svezia, quando vinse i mondiali, un suo compagno di squadra gli disse: eh, ma cosa ti serve, si sentono solo programmi svedesi e lui gliela diede. Leonardo è più tipo un Cruyff, ha tocco, dribbla, ma poi orchestra il gioco (magari lui preferisce Falcao, ma diciamo che tra i due non si dà paragone, vero)
Posted by: giovanni at 07.05.05 19:04
A Venezia, in cafoscarina, il libro gode di momentanea ostensione sull'altare delle nuove uscite. A causa dei suoi diciassette euri ho rinunciato all'acquisto del Corpus Hermeticum nei Bompiani: giunto a pagina 131 posso ufficialmente confermare che il confronto non regge, ma questo lo sa anche Colombati - che userà gli insegnamenti ermetici per strutturare il prossimo libro (premettendo che l'argomento è stra-palloso, ma d'altronde serve perlopiù a scimmiottare Joyce). Il confronto (più onesto, lo ammetto) con Piperno non saprei farlo: ma apprezzo immensamente l'ironia promozionale di fargli scrivere la presentazione (bruttina, ma poco importa; è ovviamente una gag: gli accidenti del bestseller, la sostanza del capolavoro). La scrittura guizza, affascina, diverte, ma capita a un certo punto di provare disagio, di chiedersi: ma possibile che non si accorga, questo Colombati, dell'aderenza, a tratti imbarazzante, agli idoli letterari che venera? Che non provi vergogna? Caro Colombati, mi rivolgo a te: hai passato undici anni a cercare di fare un apocrifo di Pynchon, e, en passant, l'Ulysses romano? Colombati, c'è una smisurata umiltà nella tua ambizione (e non viceversa). Colombati, tu m'incuti rispetto e pietà: sei una figura tragica, perché ti destini a scomparire.
Posted by: VUE at 07.05.05 19:07
Giovanni, il fisico può invecchiare, ma il sentimento...
Io, ti penso un sempreverde:-)
VUE, non sono ancora arrivato a pag. 131. Ci arriverò domani, penso. Ora ho superato le 80 pagine, ma mi sembra troppo prematuro esprimere un giudizio tranciante quale il tuo.
Molte influenze si avvertono nella scrittura, è verissimo, però si deve attendere se su di esse emerga la personalità dello scrittore verace.
Oggi, con il post moderno, un romanzo ha l'obbligo di superare le 400/500 pagine. Anche Perceber si sacrifica a questo nuovo e incomprensibile canone.
Allora, in questo caso, importante è vedere se lo spazio è riempito con tanti nulla o se l'autore riesce a mantenere vivo l'interesse del lettore. Superare le 400/500 pagine significa andare inconsapevolemnte forse, a confrontarsi con il grande romanzo dell'Ottocento, anche se si fosse ben lontani dal pensarlo. Ossia, si devono fare i conti con Zola, Hardy, Dickens, Balzac, Lawrence, Proust (che io non amo molto)e così via.
Raffronti raggelanti.
Stiamo a vedere e aspettiamo di essere giunti alla fine della lettura.
Bart
Posted by: Bartolomeo Di Monaco at 07.05.05 21:07
Caro Bart, non per sembrare immodesto, ma non sono né verde né sempre: bianco e vermiglio, e più che sempre, diremo talora.
Direi inoltre che la lunghezza non è condizione necessaria e sufficiente per dare un romanzo postmoderno. Carpenter's gothic, del grandissimo William Gaddis, non supera le 300 pagine.
Posted by: giovanni at 07.05.05 21:26
Mi pare di ricordare, se non sbaglio, che sei un fine intenditore di vini... Acciò il bianco e il vermiglio?:-
Per il postmoderno hai ragioni da vendere. In ogni caso, oggi si sta affermando la mania dei romanzi che fanno sbattere a terra il piatto della bilancia. Spesso l'autore non riesce ad arrivare in fondo per mancanza di fiato (leggi idee). La mancanza di fiato può essere causata da questa modernità - anzi postmodernità - che non dà respiro?:-)
Oggi, secondo me, il romanzo non dovrebbe superare le 150/200 pagine, se vuole tentare di avere un pubblico più largo ed avvicinare coloro che oggi si spaventano quando prendono in mano libri alti quanto una torta nuziale.
Bart
Posted by: Bartolomeo Di Monaco at 07.05.05 21:57
Mi piacciono i vini, ma bianco e vermiglio è l'amante della Sulamita nel Cantico dei Cantici, Bart. Tutti i vini sono buoni / perché costano i milioni / direbbe Freak Antoni.
Il romanzo non deve superare la lunghezza di pagine che il di lui autore ha voglia di riempire. Gli altri discorsi, ivi compresi quelli, spinosissimi, sulla nozione medesima di autore, che Leonardo mette d'altronde in campo con Perceber, sono altra questione.
Posted by: giovanni at 08.05.05 05:27
"Il romanzo non deve superare la lunghezza di pagine che il di lui autore ha voglia di riempire"
Me l'aspettavo. Se va bene come definizione, nel concreto dissento, fermissimamente dissento.
Ovviamente, per ciò che dico, non mi riferisco a Perceber, che sto ancora leggendo e di cui cercherò di riferire poi.
Questa presunta libertà assoluta che attribuisci all'autore non esiste, in effetti. L'autore dovrebbe sapersi rileggere criticamente, cosa che, oggi, non sempre avviene, per cui abbiamo romanzi la cui lunghezza è solo un pretesto per aderire ad una moda che vuole il probabile best seller alto "come una torta nuziale".
Quello che scrivi tu, presume di trovarsi sempre di fronte all'autore con la A maiuscola, e quindi può andar bene solo come definizione, ma non può calarsi nella realtà, dove scrivono quasi tutti, sia quelli con la A maiuscola, che quelli (come me)con la a minuscola, e pure quelli che non avrebbero nemmeno diritto alla minuscola.
Essi, secondo me, devono fare ancora molta strada per imparare a rileggersi criticamente, attrezzarsi. Ci sono molte pagine vuote, inutili, forzate, lambiccate, nei lunghissimi romanzi dei nostri tempi. Ossia la loro lunghezza è fasulla, uno spreco di carta, di parole e di denaro.
Quando dico che un romanzo dovrebbe essere limitato nella sua dimensione, lo dico per due ragioni:
1 - l'autore ha la responsabilità, nel momento che aspira alla pubblicazione, di dimostrare al suo lettore che considera la letteratura un'arte seria, e che il suo lavoro è "affidabile". L'autore non deve limitarsi a presumere, che il suo lavoro sia affidabile: lo deve essere. Spesso manca all'autore la capacità, quando rilegge il suo lavoro prima di darlo alle stampe, di essere critico di se stesso, ossia di non saper trovare il coraggio di prendersi un paio di forbici e tagliare e tagliare in qua e là. E' obnubilato dal piacere della quantità: inconsciamente affascinato dai grandi romanzieri del passato.
2 - Il lettore di oggi ha bisogno di non trovare vuoti inutili nel romanzo. La mancanza di tempo ne fa una esigenza primaria. Se poi si tratta di un lettore che si sta avvicinando al romanzo, il vuoto che trova, non lo incoraggerà. Voglio dire che, oggi, almeno negli ultimi dieci-quindici anni, non ci sono, almeno in Italia, romanzi che possano tenere impunemente oltre le duecento/trecento pagine. Il superfluo (parlo anche di Eco) può rallegrare gli specialisti, ma scoraggia tutti gli altri.
Naturalmente quello che ho scritto è molto molto opinabile, e tu ne sai più di me, ma ne sono fermissimamente convinto.
Come sono fermissimamente convinto di una proposta che ho fatto altrove (Nazione indiana e Lipperatura), senza trovare alcun riscontro.
Mi piacerebbe invece che se ne parlasse,anche appena un poco, Domenica, ossia oggi, nel dibattito, che ha avuto troppe parole, sulla Restaurazione. So che tu andrai a Torino, anche per Perceber (non ti dispiacerebbe di dare una "pacca sulle spalle" anche per me, a Mozzi?).
Si tratta di questo.
Gli editori dovrebbero consentire ad un lettore che non dispone di denaro sufficiente di poter scaricare il romanzo dal proprio sito, offrendolo ad un prezzo simbolico (per esempio 1 euro). Sono convinto che ciò non li danneggerebbe, giacché chi ha sempre comprato in libreria, continuerà a farlo, mentre raccoglierà nuovi lettori (e quindi nuovo guadagno), che un domani potrebbero trasformarsi in acquirenti in libreria.
Tutto qui.
Ma forse tu sei già sul treno e non mi leggerai. Chiacchiere a vuoto, forse, anche le mie:-)
Bart
Posted by: Bartolomeo Di Monaco at 08.05.05 08:18
Caro Giovanni, anch'io preferisco Falcao, se non altro perchè l'ho visto dal vivo e non solo nel bianco e nero di Sfide, ma, se vuoi Leonardo "olandese", meglio Krol di Cruyff. Cruyff era Cruyff perchè pensava 1/2 secondo prima dell'avversario (cfr. il profeta del gol, film di Sandrino Ciotti). Krol pensava lento, dal retro, e 11 anni di libro mi sembrano ben pensati. Sul risvolto di copertina redatto dal pariolino masturbante di casal lumbroso: è stata senza dubbio scritta con la mano sinistra (o destra, se è mancino, questo lo ignoro), ma è tendenza (anche senza giudicare il suo libro), e tanto basta. Quanto poi alle pagine (tutti parlano di tutto, lo faccio anch'io): ci sono libri che sono foratini (ovvero mattoni) nelle dimensioni, e vedono, eccome (Faletti?), e la vendita è il fine vero dello scrittore, checcè se ne dica. Ricordo una statistica di qualche anno fa: più del 90% dei libri pubblicati in Italia vende una sola copia. Chissà se è ancora così. Insomma, il volume del volume (scusate il giuchino...) è poca cosa rispetto al suo contenuto o a qualsiasi definizione gli si vuole dare. Se così non è, andiamo a vendere i quadri al metro quadrato, come fanno su Telemarket.
Posted by: Alberto at 08.05.05 18:29
Ciao Leonardo,
ho letto solo oggi il tuo messaggio. putroppo non ho potuto essere presente all'incontro (aggiungo qui, tra parentesi un porca miseria). ti ringrazio per l'invito. saluti
melpunk
Posted by: Melpunk at 08.05.05 23:13
P.S.
naturalmente leggerò il tuo libro
buonanotte
Posted by: Melpunk at 09.05.05 00:06
bella la presentazione di stasera, bella interessante e circostanziata, ma la cosa più bella è stata l'intervento di giulio, uscito dritto dritto dal cuore... e l'unico che abbia strappato l'applauso spontaneo della platea.
giulio, se io fossi una scrittrice vorrei proprio che il mio libro lo allevassi tu :o)
ancora complimenti a Leonardo, anche per la sua chiarezza rilassata e tranquilla. Ora non resta proprio che leggerlo, questo libro!
Posted by: milo c'era! at 09.05.05 01:59
Qualcuno ha fatto delle foto da pubblicare qui?
Così avremmo un po' tutti noi anche modo di conoscere fisicamente alcuni attivi collaboratori della famiglia di vibrisse.
Bart
Posted by: Bartolomeo Di Monaco at 09.05.05 07:19
Giusto! Vogliamo le foto, un resoconto, qualcosa PER DIO! ;-)
Posted by: gianni biondillo at 09.05.05 10:01
mah, io ho una foto di Biondillo fatta un po' in fretta...
Posted by: Melpunk at 09.05.05 10:31
??? Una mia foto? ma io non c'ero alla presentazione di Leonardo!!!! Come hai fatto?
Posted by: gianni biondillo at 09.05.05 12:36
caro G.B. ero al tuo di incontro! ho perso con un certo dolore quello di colombati. ma come fu detto molto tempo fa, ci tocca lavorare e con sudore dell afronte..
saluti
Posted by: Melpunk at 09.05.05 13:29
Dimenticavo: ho avuto modo di studiare l'incedere del Mozzi... trovandomi d'accordo con Milo... saluti a tutti
Posted by: Melpunk at 09.05.05 13:33
Leonardo: ti ho sul comodino!!!!!!
Ciao, G.
Posted by: gianni biondillo at 09.05.05 23:00
un po' ingombrante direi, così, vicino all'abajuur... ;o)
Posted by: milo at 10.05.05 00:31
eheheheheh milo, immagina colombati appollaiato sul comodino di biondillo darei la mia raccolta di detti di confucio farlocchi in cambio di un solo scatto fotografico per immortalare la scena!!!! buonanotte alla compagnia
(Confucio)
Posted by: Melpunk at 10.05.05 01:55
ho un comodino largo. Leonardo ci sta comodo comodo. ;-)
Posted by: gianni biondillo at 10.05.05 10:52