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05.05.05
Il pubblico medio di una partita di C1
di Leonardo Colombati
[Alla lettera aperta di Ezio di blogsenzaqualità Leonardo ha risposto a casa di Ezio, nei commmenti. Copio da lì e incollo da qui il testo di Leonardo, ricordando: che lì ci sono anche altri commenti interessanti, e che prima della lettera aperta di Ezio è bene leggere anche la premessa. gm].
Caro Ezio,
è stata una giornata strana, quella di oggi. Ho ricevuto una quindicina di telefonate da parte di amici e parenti. Mi hanno fatto tutti la stessa domanda: "Come stai?". Non hanno sentito nemmeno il bisogno di specificare: "Come ti senti a 24 ore dall'uscita del libro?".
Avrei dovuto lavorare, oggi. Del resto, mi pagano per farlo. Ma non ho combinato un tubo. Ho passato tutto il giorno a dare la stessa risposta ("No che non sono emozionato. E' come se tutto questo stesse capitando ad un'altra persona") e a controllare i commenti che sono piovuti sul sito dedicato al romanzo. Più o meno dicono tutti quello che - in maniera più raffinata e cortese - hai scritto tu: 'sta roba del Capolavoro Misterioso... non se ne può più.
Non ne posso più nemmeno io.
Soprattutto mi sento molto a disagio rispetto alle aspettative che hanno le persone che mi vogliono bene. Ho paura di deluderle.
Faccio una scommessa con te. Ci giochiamo una cena, se vuoi. Prevedo che alla fine dei giochi, Perceber venderà tra le 2.700 e le 3.400 copie.
Credimi: sto facendo una stima ottimistica. Non è, questo, un libro che possa vendere di più.
A me tremila persone che leggono il romanzo... mi fa un grosso effetto. Non sono mica poche. Ma non sono certo molte, per il mercato dei libri. E' il pubblico medio di una partita di C1.
Quindi, tutto 'sto baccano mi pare davvero esagerato.
"Cosa si aspettano da me?", continuo a chiedermi.
Io col sito www.perceber.com, assieme a Giulio ci ho giocato. Certo, è una cosa che è stata fatta anche per cercare di vendere qualche copia in più, ci mancherebbe altro. Ma il nostro intento principale era quello di divertirci: "Facciamo come se stessimo parlando della Montagna incantata o delle Confessioni di Agostino", ci siamo detti. E' ovvio che il sito è un'auto-presa per i fondelli.
Ma forse non è così ovvio. Forse ci è venuto male e qualcuno ci ha preso sul serio.
Così, ora non solo devo difendermi dall'amico che mi chiede, con voce commossa: "Come ti senti?", ma anche da una serie di persone che mi domandano: "Ma chi ti credi di essere?".
Allora, qui da te, vorrei intanto sciogliere un equivoco, quello dell'erudizione. Tu scrivi che a proposito di Perceber ti senti "un gradino più in basso". Ecco, in merito a questo, vorrei proprio tranquillizzarti: io non sono un erudito; sono un gran sparacazzate, questo sì. Nello scrivere il romanzo ho giocato con i libri, con le fonti, creando un pasticcio improbabile, che non ha la pretesa di insegnare alcunchè.
"Chi mi credo di essere?". Già. Dovrei risponderti, con ovvio understatement, che mi sento esattamente la stessa persona che ero un mese, due mesi, venti mesi fa. E invece scelgo una strada un po' più onesta (e pericolosa). Mi sento UNO SCRITTORE. Da quando ho smesso di credere a Babbo Natale il mio sogno è sempre stato quello di "fare lo scrittore". Domani, la parte più infantile e più vera della mia personalità (quella che non deve dar sfoggio di misura e autocontrollo e "buone maniere") esulterà gridando: "SONO UNO SCRITTORE" (te lo ricordi Grisù il draghetto che con un elmo rosso in testa urlava: "Farò il pompiere"? Ecco, una cosa del genere). E' un'affermazione - un proclama - che non significa niente. Ma che vuoi farci? Sono certe piccole stupidaggini che pompano il sangue al cervello.
Mi vieterò di dirlo (se non qui, adesso, e mai più), mi vieterò di pensarlo - da dopodomani. Ma domani, 5 maggio 2005, andrò a sbirciare se la mia amica libraia ha mantenuto la promessa e ha esposto il romanzo in vetrina; prenderò il motorino, andrò in centro, entrerò in una Feltrinelli, cercherò Perceber, e magari ne comprerò una copia. Così, per puro sfizio, per la pura gioia di farlo.
Mi emoziona pensare che domani sera, una, dieci, quindici persone, accenderanno la luce sul comodino, si metteranno comodi e leggeranno il mio libro. Cosa ne penseranno? Cosa ne penserai tu, fra un anno, quando (e se) lo leggerai? E cosa pensarai di me, invece, ora, e delle cose che ti sto scrivendo? Io lo so cosa voglio comunicarti - ma chissà se ci riesco.
Un saluto,
Leonardo
Posted by giuliomozzi at 05.05.05 10:59
Comments
Questa lettera di Colombati a Ezio Tarantino mi sembra una bella dichiarazione di onestà. Confesso che, sulle prime, leggendo tempo fa di Perceber, cioè di un libro che sarebbe uscito molto dopo, avevo provato un moto di leggero fastidio. Sotto sotto siamo tutti un po' moralisti e spesso nel modo sbagliato, anche, e tutta questa preventiva autopromozione giocosa mi sembrava forzata. Ora però,diciamolo: che c'è di male? E poi c'è anche da dire che il web dà l'opportunità di arrivare un po' dappertutto- anche se spesso soltanto negli interstizi della comunicazione- a delle realtà editoriali non tanto conosciute dal grande pubblico come quella di Sironi. Perciò, caro Colombati, siccome mi trovo pure io nella tua stessa barca pronta a salpare, perchè ho un libro in uscita tra una settimana e la fifa - come sempre- monta, insomma anche per questa ragione,ti mando un sincero "in bocca al lupo".
Franz
Posted by: Franz Krauspenhaar at 05.05.05 12:00
Grazie, Franz, e in bocca al lupo per "Cattivo sangue".
Posted by: Leonardo Colombati at 05.05.05 12:05
Franz, mi rendo conto che la metafora è ardita, ma dove nella lettera parlavo della ragazza del quinto piano pensavo al tuo libro (laddove Leonardo è la Canalis!!!!)
(si astengano i presenti dal commentare, grazie)
ezio
Posted by: ezio at 05.05.05 13:16
bella fica la canalis pero'!se fosse un libro forse non la leggerei tutta, pero'sicuramente me la comprerei per tenermela un po'accanto.
ma che niente niente ezio sei uno dei tanti scrittori che non trova editori e quindi gli rode quando vede che un altro ci riesce?
Posted by: bobo vieri at 05.05.05 16:59
Bravo Bobo, hai indovinato
(proprio un'osservazione alla bobo vieri)
Posted by: ezio at 06.05.05 09:37