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30.05.05

Un'opera infinita tra citazioni e mito

di Jacopo Guerriero

letture_giugno_2005.JPG[...] Da un lato stupisce positivamente, per ambizione e scopo, il coraggio di un esordio ultimamente valoroso, improntato a un arco di riferimenti teorici tanto impegnativi. Dall’altro un po’ perplessi ci lascia la conclusiva immagine del mondo restituita dall’autore: poco critica, in definitiva, sopraffatta a tratti dall’altissima strategia della narrazione. Le cose, insomma, finiscono qualche volta per complicarsi un po’ troppo. Non si avverte urgenza di minimalismo o banale ansia di semplificazione. Ma, riuscito nella gigantesca impresa di diventare autonomo rispetto al nostro mondo – e quindi in grado di rifletterlo –, non sempre l’universo di Perceber riesce a restituircelo, finendo, a tratti, per risultare un libro disancorato. Si sprofonda troppo, talora, dentro l’abisso del monstrum. Rischio che pure non sembra spaventare l’autore («È giusto chiamare in causa anche Il pendolo di Foucault per parlare di Perceber. Mi ricordo che quando uscì, io e un mio amico facevamo a gara a citarci pagine intere a memoria»). [...]

Leggi nel sito della rivista Letture la recensione di Jacopo Guerriero a Perceber.

Il sito della rivista Letture.

Posted by giuliomozzi at 30.05.05 15:19

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