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18.06.05
Come me, ma per motivi diversi
[Cristina Bottegal ha pubblicato questo intervento nel suo blog An Alternative Ending. gm]
Oggi Giorgio Di Rienzo pubblica sul Corriere della sera una recensione di Perceber. Ma l'ha letto? Lo stronca con cattiveria e io sospetto che come me, ma per motivi diversi, non sia andato oltre le prime pagine. Si domanda addirittura "se esistano le regole più semplici perché un libro possa [...] avere dignità di testo letterario". Secondo lui a Perceber mancherebbero i sine qua non di un'opera narrativa: la storia, la struttura e una forza di scrittura "che si trasformi in stile". La libertà assoluta dai canoni narrativi se la potrebbe permettere solo chi possiede "un rigore di scrittura e una capacità inventiva eccezionale". Colombati sarebbe privo di entrambe. Avrebbe creato un vuoto e ci avrebbe "vomitato dentro liberi pensieri sparsi". La chiusa è raggelante: "Questo non è un romanzo: è soltanto un contenitore zeppo di velleità e vanità pseudoculturali".
Leggi il séguito di "Come me, ma per motivi diversi"
Nota: il "pezzo esilarante" al quale Cristina Bottegal allude nel séguito del suo post è leggibile qui.
Posted by giuliomozzi at 18.06.05 10:56
Comments
Ah, l'atavico e italianissimo vizio di convocare a propria difesa amici, amichetti e compagni di combriccola... Ma non avevate proprio un voce più autorevole da spendere, in difesa di Percebar, di quella dell'anonima blogger Bottegal?
Posted by: brax at 18.06.05 14:08
Ehm, posso dire di essere un attimo perplesso nel leggere la "difesa" a spada tratta di Cristina? Cioè, mi chiedo, sempre da fisico: come può affermare che De Rienzo (che non conosco, se volete parliamo di Hawking che son messo meglio...) ha scritto delle castronerie se ancora, come afferma Cristina nel suo post, non ha letto il libro. Eccheccavolo; siamo al festival dell'assurdo :-)
Buona giornata. Trespolo.
PS: la mia curiosità rimane: Leonardo, tu lo compreresti il tuo libro?
Posted by: Trespolo at 18.06.05 14:17
Non sono né amica, né amichetta, né compagna di combriccola di Leonardo Colombati. Nell'anonimato poi ci sguazzo.
Ho voluto soltanto invitare chi fa una recensione a leggere prima tutto il libro. Nel mio caso leggerlo sarà un piacere, non c'è nessuno che mi prescrive i tempi per farlo. Ma se, per ipotesi, ne scrivessi su un giornale qualsiasi, fosse anche il bollettino parrocchiale, mi preoccuperei di arrivare fino in fondo. O direi chiaramente che non l'ho fatto e perché. La critica di De Rienzo doveva contenere elementi che facessero capire che cosa, secondo lui, non funzionava in Perceber. Elementi specifici, non generici. C'è un fair play anche nelle recensioni.
Posted by: cristinabottegal at 18.06.05 16:55
Bastava mettere un piccolo asterisco di fianco al nome Bottegal e aggiungere in calce la specifica: amica di Mozzi. In questo modo il lettore avrebbe potuto mettere in preventivo la possibile faziosità dell'articolo.
Anche questo è fair play.
Posted by: brax at 18.06.05 19:01
Io il libro di colombati l'ho letto, ne ho scritto sul mio blog dicendone bene e mettendo in evidenza aspetti che io personalmente trovo meno apprezzabili (ovvero aspetti che ancora a mio giudizio funzionano poco, o meno). il feroce recensore del corriere esagera, spara a zero sulla pseudoculturalità dei contenuti come se egli stesso potesse stabilire ciò che è culturale e ciò che èpseudo.E probabilmente non ne sa un accidente di ciò che colombati scrive. saluti
Posted by: Melpunk at 19.06.05 10:39
gm, meno male che non sono Di Rienzo ;-D
Posted by: gattostanco at 19.06.05 10:52
Chi è il tipo del corriere per stabilire che in perceber c'è pseudo cultura? in base a cosa lo stabilisce? cosa ne sa di quanto scrive colombati? criticare un testo significa analizzarlo (ho cercato di farlo con modestia nel mio blog) non aggredirlo in modo preconcetto! saluti
rimane il fatto che il libro bisogna leggerlo, prima
Posted by: Melpunk at 19.06.05 11:38
Melpunk, il pezzo di De Rienzo su Perceber è un po' tirato via, e su questo concorda la Rete intiera. Però non si dovrebbe dimenticare che l'ha scritto lo stesso De Rienzo cui si debbono, con Del Boca e Orlando, le concordanze dei Promessi Sposi (Milano, 1985). Uno che riesce in un lavoro del genere, può anche non far più niente nel resto dei suoi giorni e un posto almeno al Limbo ce l'ha garantito.
Posted by: giovanni at 19.06.05 11:58
Cristina, almeno da parte mia non ho mai asserito che tu facessi parte della "clack" a Perceber: ci mancherebbe, nemmeno ti conosco. Riportavo solo una considerazione: come fai a criticare la recensione di De Rienzo se il libro non l'hai letto?
Ho letto la recensione di Mel ed ho colto, dalla sua recensione e come lui stesso riporta, elementi discordanti. Alla fine lo comprerò il libro, lo leggerò e riporterò qui, ma una domanda continua a girarmi per la testa: "Leonardo, tu lo compreresti?" :-)
Buona domenica. Trespolo.
Posted by: Trespolo at 19.06.05 16:29
La clack sarebbe mica la claque? Ribadirei in ogni caso che De Rienzo merita il rispetto che si deve a chi ha molto lavorato, e in genere pure piuttosto bene - o qualcuno giudicherà la carriera di Zoff dai tiracci casuali non parati al Mundial del 1978?
Posted by: giovanni at 19.06.05 16:37
Giovanni hai ragione e, dopo aver smaltito i cicchetti di vodka post prandiale (che ci vuoi fare, sono un fisico anomalo e gaudente), non posso che dartene atto: claque alla francese, ma, se hai notato, "clack" era fra apici... :-)
Buona giornata. Trespolo.
PS: devo dire che sei molto più attento agli errori di Marco, anche nel mio primo commento c'era un errore, forse meno evidente, è sfuggito agli sguardi e ai rimproveri... ;-)
PPS: sul commento di Cristina mi sembra di capire che sosteniamo la stessa tesi. Ma la curiosità mi rimane: "Leonardo, tu lo compreresti il tuo libro?"
Posted by: Trespolo at 19.06.05 18:14
Gentile Brax, Cristina Bottegal non è una blogger anonima: è una blogger che si chiama Cristina Bottegal.
La domanda è: ciò che Cristina Bottegal scrive, è sensato? O non è sensato?
Verrà un giorno, spero, in cui conterà ciò che uno dice.
Posted by: giuliomozzi at 19.06.05 21:15
Quello che dice Cristina Bottegal è affatto sensato.
Posted by: giovanni at 20.06.05 07:00
Giulio, sono d'accordo sul "non è una blogger anonima, è Cristina Bottegal". Niente da dire e sarebbe anche ora che la si smettesse di pesare le parole in funzione del nome e non del loro peso reale.
Detto questo ritengo, personalmente, che non si possa, come ha fatto Cristina, cassare la critica di De Rienzo senza aver prima letto il libro.
Per quanto mi riguarda, anche a fronte del fatto che Leonardo è "uno" del mondo blog e mi piace quello che scrive,il librò lo comprerò e me lo leggerò con la dovuta calma facendomi sentire, sia in positivo, sia in negativo, dopo la lettura.
Buona giornata. Trespolo.
Posted by: Trespolo at 20.06.05 11:49
Trespolo - d'accordo
Giovanni - Di rienzo avrà pure un posto assicurato nella storia della critica letteraria ma certe cose non vanno giù. saluti
Posted by: Melpunk at 20.06.05 13:34
Melpunk, compagno e sodale punk, ma a noi che ce ne importa di De Rienzo e tutto il resto? Scurdammoce 'o passàto, paisà. C'è tante di quelle cose belle al mondo che sprecare tempo con la critica letteraria pare un crimine (come per Brecht lo era parlare d'alberi, intendo).
Posted by: giovanni at 20.06.05 14:42
ma credo de rienzo si riferisse al clan che sta dietro a colombati, e, aprioristicamente, "puzzandogli" a ragione la cosa ;-), ha fatto un fascio comune...o no?
Posted by: boh at 20.06.05 17:28
Caro Boh, il "clan" che mi sta dietro si chiama Sironi, che è una casa editrice che, letto il libro, mi ha fatto un contratto.
Poi sono arrivate prese di posizione favorevoli al libro e (come vedi) un po' meno favorevoli. Poi sono nate amicizie - e inimicizie.
Poi sono arrivati commenti scemi, come i tuoi, firmati da gente che è riuscita a scovare pseudonimi addirittura più scemi dei tuoi.
Tutto è avvenuto in quest'ordine.
Aprioristicamente, è ovvio.
Posted by: Leonardo Colombati at 20.06.05 18:06
Perché, ovviamente, De Rienzo parla di "clan", ma si guarda bene dallo specificare di quali "clan" si tratti, si guarda bene dal fare nomi... In somma: sparacchia nel mucchio, alludendo allusivo, tanto per far capire al lettore che lui è addentro alle secrete cose, e conosce perfino i misteri (irriferibili) dei "clan"...
Posted by: giuliomozzi at 20.06.05 18:41
aprioristicamente non te incazzà, stai bbuono ;-)e io che ne so, de rienzo avrà pure lui il suo clan-can....come vedete, è una guerra ridicola, continuate...tra padri nobili e vecchi fuori fase...proprio giocando a questo modo vi state "mangiando" tutto!!
i preti sono ovunque, ammorbano,ihihihihihih :-))
Posted by: bibop at 20.06.05 20:44