« Langone contro i romanzi lunghi | Main | Lo scudo araldico di Perceber »
02.07.05
Ancora Langone
di Leonardo Colombati
L’ottimo Camillo Langone mi aveva già bacchettato qualche giorno fa, lamentando l’eccessiva lunghezza di certi romanzi italiani, recentemente pubblicati, che sfiorano – o sforano – le cinquecento pagine. Oggi, sul Foglio, Langone stila un compendio della letteratura universale in 117 punti, in forma di domanda e risposta-citazione. Al numero 45 leggiamo: “Come si fa a distinguere la qualità di un libro o di un film?” “Le opere più brevi sono sempre le migliori (Jean de La Fontaine)”. Prosegue il discorso al punto successivo: “"E allora Proust dove lo metti? E Moresco?” “La brevità è la sorella del talento (Anton Checov)”.
Ora, vi prego di considerare due cose: a) sinceramente, non riesco a capire se la questione della brevità/lunghezza di un testo letterario abbia una qualche importanza; b) mi piacciono i pezzi che Langone scrive sul Foglio, li leggo spesso e spesso mi divertono; mi stupisce, comunque, che nel suggerire una dieta letteraria il Maccheronico si sia clamorosamente allineato a certi dictat sirchiani. Già mi figuro la Circolare: del Joyce rimanga solo il primo racconto dublinese, di Tolstoj si bruci tutto tranne lo Chadzi-Murat, e quanto a quel Cervantes, bastino e avanzino i pochi versi iniziali a cabo roto.
Posted by Leonardo Colombati at 02.07.05 16:13
Comments
e poi a volte ci si lamenta di quanto breve sia un bel testo, o un bel film (per non scrivere di quando interrompono o cancellano una serie televisiva). No, nessuna importanza, è solo iniziato il giornalismo estivo.
Posted by: gualtiero-kimota at 02.07.05 17:29
Eh, no: eccheccavolo! I dictat sirchiani quelli proprio no e stasera, tanto per confermare l'avversione innata: insalata viennese (quella col pollo e la maionese, per capirci, che fredda è una meraviglia), nervetti freddi leggermente pepati con una puntina d'olio e scagliette di grana, una porzione di carpaccio di manzo con un bel pinzimonio a contorno e, per finire, una fettina di robiola fresca; mica quella magra da supermercato: sia ben chiaro. Muller Thurgau bianco a mescere, caffé e poi si vedrà. Ancora da decidere il dopo cena :-)))
Buon fine settimana. Trespolo.
PS: ovviamente si cena all'aperto, serata perfetta direi.
Posted by: Trespolo at 02.07.05 20:16
Come giornalismo estivo, a giusta ragione richiamato da Gualtiero-Kimota, ho trovato più divertente (e assai più concisa del grasso e grosso Langone), la storia della presunta polizia parallela, scoperta dalla Digos di Genova a inizio luglio (!). Saia in gonnellino massonico, ora purtroppo oscurato, e la dedica di Gelli sono stati lo spasso di un pomeriggio intero. Chi ha voglia di leggere un quintale di piombo (e)ruttato dal Langone? Con citazioni sbagliate, perdippiù.
Posted by: giovanni at 03.07.05 15:54
E la Divina Commedia? E la Bibbia? E Buttafuoco (certe volte)?
Sforbiciare, sforbiciare.
Posted by: Filippo Golia at 06.07.05 12:41