« Medicine Show diventa bimestrale | Main | La "Tigre della Magnesia" che imbarcò gli italiani per un viaggio nei sette mari »
04.08.05
Una lettera aperta a Leonardo Colombati
Caro Leonardo,
ho finito ieri di leggere il tuo libro e non so ancora cosa pensarne. Ho l'impressione di essermi persa qualcosa. L'ho cominciato sabato scorso, quindi ci ho messo quattro giorni, forse troppo pochi di fronte ai sette anni che ti ci sono voluti per scriverlo.
Ecco, il punto è proprio questo. Mi sembra che tu ci abbia messo dentro troppa roba. Io me la sono divorata e adesso ho un po' di nausea. Sai, mi è successo come quando vai a farti una settimana in un villaggio vacanze tutto compreso e finisci per abboffarti di ogni bendidio, tanto il prezzo è sempre quello, sia che tu vada avanti a yogurth e insalata, sia che tu ti metta ad assaggiare sette tipi di pasta al forno. Tutto buono, ma il pasto di una sera basterebbe per sfamare un' intera favela. Ti ritrovi con qualche chilo in più e non sai chi ringraziare. Lo stesso mi è successo con Perceber.
Su come scrivi niente da dire. Rimanendo nella metafora culinaria, tutto è cotto a puntino. Ma certe cose, non parliamo delle Sefiroth, le ho mandate giù senza neanche sentirne il gusto. Dovevo andarci piano, lo so. Non dirmi adesso che è tutta colpa mia. Perceber è il contrario di quei libri per ipovedenti scritti con caratteri giganteschi. È un libro per ipervedenti, altrimenti per stamparlo tutto ci sarebbero volute mille pagine e poi chi te lo comprava...
Leggi tutta la "Lettera aperta a Leonardo Colombati" nel blog di Cristina Bottegal.
Posted by giuliomozzi at 04.08.05 09:50