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07.09.05
I rischi del Panoptikon
di Melpunk
Un primo (credo) approssimativo giudizio su Perceber di Leonardo Colombati.
Il labirinto è fatto perché chi vi entra si perda ed erri. Ma il labirinto costituisce pure una sfida al visitatatore perché costruisca il piano e ne dissolva il potere. Se egli ci riesce, avrà distrutto il labirinto; non esiste labirinto per chi lo ha attraversato. (Hans Magnus Enzensberger).
Entrare in Perceber di Leonardo Colombati è come entrare in un labirinto. Sta al lettore trovare la strada, percorrerla, perdersi, ritrovarsi, individuare l’uscita. Da Perceber si esce, comunque. Ma non è tanto l’immagine del labirinto che richiama per me questo libro, quanto il Panoptikon: volgarizzando, un luogo in cui si vede di tutto. Un luogo, quindi, in cui si corre continuamente il rischio di perdere il filo, di distrarsi, presi da rimandi, citazioni, informazioni, digressioni. L’iperstrutturazione di Perceber affascina e incanta. La tecnica narrativa sortisce lo stesso effetto. E’ quella che io chiamo struttura narrativa “a forchetta”: c’e il manico, che si apre e separa nei rebbi, che a loro volta si riuniscono in un nuovo manico, che a sua volta si diparte in altri rebbi, che a loro volta… Il rischio è quello che la scrittura disperda di continuo l’attenzione, faccia perdere il filo (di Arianna), rendendo faticoso il processo della lettura, e non mi riferisco alla necessità del lettore di tornare indietro per verificare, controllare, individuare nel testo e sulle piantine collocazioni spaziali, riferimenti, citazioni ecc. L’opera di memorizzazione del lettore può uscirne provata, soffocata da una struttura ipertrofica. Un’altra immagine che mi viene in mente per rappresentare questo aspetto è quella delle Carceri di Piranesi: strutture architettoniche che fuggono, si intrecciano, creano illusioni ottiche. Mentre si osserva un disegno di Piranesi si può dimenticare che ci si trova in un carcere… è la stessa sensazione che ho provato leggendo L’arcobaleno della gravità di Thomas Pynchon (ma non sto dicendo che Colombati sia un pynchoniano!!!). Detto questo, Perceber è, comunque, un gran bel romanzo, e pure una gran bella Invenzione, di quelli che capitano raramente in libreria, e che quasi si è persa l’abitudine di leggere, scritto da qualcuno che (per usare un termine orribile) ha “osato”. La stuttura messa in piedi da Colombati è di quelle che mi costringono a leggere fino a notte fonda, e in particolare la sovrapposizione di Rioni romani con Sefiroth e parti dell’Adamo cosmico (per tacere del resto) hanno su di me un potere psicotropo. Dico ancora che Perceber è un gran libro perché è molte cose insieme, non ultimo un atto d’amore nei confronti della città di Roma: dei suoi luoghi, della memoria che contengono, degli accadimenti micro e macro che l’hanno segnata. E poi, certe pagine avrebbero fatto la felicità di Francesco Orlando se le avesse lette durante la stesura del suo Gli oggetti desueti nelle immagini della letteratura! Infine, precisando che non intendo qui riassumere le vicende del romanzo (che si possono leggere ovunque), voglio spendere altre due righe sugli straordinari personaggi usciti dalla Fucina-Colombati: “Leonardo, ma come hai fatto????”.
Nota per i curatori di Perceber
Ho trovato refusi (minimi), è una deformazione professionale, nelle pagine 25, 28, 39, 44, 118, 140, 155, 161, 163, 228, 230, 250. E’ un augurio che per la seconda edizione scompaiono.
Posted by Leonardo Colombati at 07.09.05 18:25
Comments
Gran pezzo, ovviamente.
Posted by: giovanni at 08.09.05 09:08
leonardo, ma hai letto questa cosa su perceber http://www.musicaos.it/interventi/2005/117_colombati_astremo.htm?
Posted by: roberto at 08.09.05 17:23
Leggendo il libro ho incontrato alcune imprecisioni, che comunque pospongo rispetto a una considerazione iniziale.
Pag. 119. Titolo: Al termine del quale il lettore potrebbe chiedersi chi sia mai il tricheco. Mi chiedo se con questo titolo l'autore alluda a un curioso interrogativo che emerse tra i fans dei Beatles allorché all'interno dell'album Magical Mistery Tour venne inserita una loro foto, nella quale i quattro apparivano con il volto coperto da una maschera (il bassista ha il muso dell'ippopotamo, il chitarrista del coniglio, il pianista del tricheco e il batterista del rinoceronte). All'epoca fu abbastanza pacifico individuare John Lennon nel tricheco, visto che l'identificazione degli altri tre era ovvia e visto anche che Lennon stesso, cantando l'omonima canzone, dichiarava >. Questa convinzione resse fino alla pubblicazione nel 1968 del cosiddetto album bianco, che conteneva la canzone Glass Onion (terzo solco del primo lato), cantando la quale John Lennon finalmente rivelò: >. Ecco, mi chiedo se il titolo faccia l'occhiolino a questa bizzarra e gustosa diatriba dei tardi anni 60.
A pag. 128 c'è una svista evidente. Se si parla di macchina del tempo è a H. G. Wells che ci si riferisce (autore di The Time Machine), non certo a (Orson) Welles.
Pag. 372. Non ne sono sicuro, ma mi pare proprio che Stayin' alive dei Bee Gees non faccia parte della colonna sonora di Saturday night fever, ma di un film uscito nel 1982 che aveva sempre Travolta come protagonista, prodotto da Silvester Stallone e intitolato proprio Stayin' alive.
Pag. 471. Ermafrodito non è figlio di Zeus. Come attesta il suo stesso nome è generato da Ermes e Afrodite.
Pag. 495. Rapina a mano armata non è il primo film di Kubrick. A parte tre cortometraggi documentaristici girati tra il 1949 e il 1953, il primo film a soggetto di Kubrick si intitola Fear and Desire. Due anni dopo, nel 1955, sarà la volta di Killer's kiss e solo nel 1956 uscirà The Killing, ossia Rapina a mano armata, che è quindi il terzo film della filmografia kubrickiana.
Pag. 495. Penny Lane è una fermata d'autobus, tuttora esistente, posta in prossimità di una rotatoria. Non mi risulta che sia una strada nel senso stretto del termine (ossia non credo esista una Penny Lane Street o qualcosa del genere. Si tratta di un generico...luogo (o non - luogo!).
Pag. 499. Il Sisde è il servizio segreto civile; quello militare si chiama Sismi.
Saluti!
Posted by: damianop at 08.10.05 11:14