« La Roma segreta di Augias | Main | Il secondo romanzo »
24.10.05
Fascisti su Marte
di Leonardo Colombati
E' abitudine di questo sito segnalare tutto ciò che viene pubblicato (sui giornali o in rete) su Perceber e la mia persona; e specialmente i giudizi negativi - per una sorta di vanità che sconfina nello snobismo. Ognuno ha i suoi tic...
A onor del vero, l'intenzione mia e di Giulio Mozzi, quando iniziammo quest'avventura sul web, era quella di offrire un "campo di gioco" a quanti avessero trovato in Perceber spunti, errori e suggestioni sui quali ricamare nuovi capitoli del romanzo, di modo che Perceber diventasse ancora più grosso e caotico di quanto sia.
Ogununo, qui dentro, ha giocato come ha voluto, senza censure, come ben sanno coloro che hanno utlizzato lo spazio dei commenti per insultarmi: l'odio, l'invidia, la goliardia, un lavoro noioso possono essere le molle che spingono una persona a perdere diversi minuti del proprio tempo per prendere per il culo un perfetto sconosciuto.
E' la vita, e lascio correre.
Così devo riferirvi di un fatto curioso. Su Nazione Indiana, senza che io ne sapessi nulla, è stato ripubblicato un mio articolo sullo scrittore americano Edward L. Wallant apparso sul quotidiano il Giornale, per il quale collaboro. Nei commenti qualcuno ha scritto: "Non vogliamo i fascisti del Giornale su Fazione Indiana". E tale Giorgio Di Costanzo gli è andato subito dietro precisando: "Non conosco Colombati e non desidero conoscerlo" (me ne farò una ragione) per poi definire "il Giornale" un foglio "nazi-anale".
Ringrazio Georgia, Gianni Biondillo, Andrea Barbieri e Bartolomeo Di Monaco per aver preso le mie difese. Gianni, tra l'altro, ha ricordato il fatto che io sia anche redattore di "Nuovi Argomenti". Il che ha dato adito al signor Di Costanzo di parlar male anche di Enzo Siciliano, che della rivista è direttore.
Dal canto mio, voglio solo dire che sia "il Giornale" che "Nuovi Argomenti" mi hanno finora concesso la libertà di scrivere sulle loro pagine quello che mi pare.
Posted by Leonardo Colombati at 24.10.05 10:08
Comments
Caro Leonardo,
frequentando la rete ho capito che i commenti stucchevolmente adulatori ed i commenti gratuitamente offensivi sono espressione di una stessa consapevolezza : la grandezza (non prendermi alla lettera) dell'autore.
E' un'attenzione riservata a pochi, invidiatissimi fortunati.
Posted by: Federico at 24.10.05 12:20
Caro Leonardo,
il fatto è che tu mettendo il tuo nome su quelle pagine ne divieni parte integrante, diventi una voce di quel coro, di quelle posizioni, volente o nolente.
Il direttore RESPONSABILE del giornale (Belpietro) è responsabile pure di quello che scrivi tu.
Ripeto, volente o nolente, pur con tutte le precisazioni e note a margine e ...ma io... che puoi invocare.
Non ce la si fa a "usare" il Giornale (o qualsiasi altro mezzo di informazione) per dire le proprie cose senza pagare un prezzo.
Ma quando sei contento tu, contenti tutti.
Ciao
Posted by: vella at 24.10.05 14:50
Vella,
l'editore del Giornale e quello di Nuovi Argomenti sono la stessa persona. L'editore di Emilio Fede, Adriano Celentano, Enrico Mentana, Andrea Camilleri, Massimo D'Alema, Wu Ming... è sempre quella stessa persona. Che quella STESSA PERSONA - che guarda caso è pure Presidente del Consiglio - detenga un po' troppi giornali e tv è un fatto di tutta evidenza. Che Fede, Celentano e i Wu Ming dicano cose diverse, pure.
Il direttore Belpietro è responsabile delle cose che io scrivo sul suo quotidiano; ma io non sono responsabile di ciò che scrive lui.
Non sono un commentatore politico: scrivo fiction e articoli/saggi sulla letteratura. Sia nel Giornale che in Nuovi Argomenti ho trovato la massima libertà per farlo. Non credo che Berlusconi sia l'anticristo (mi dispiace), ma solo un politico che non ha governato bene l'Italia. Gli italiani trarranno le conseguenze e lo manderanno a casa.
Posted by: Leonardo Colombati at 24.10.05 15:17
Caro Leonardo,
ma secondo te il Giornale è un buon quotidiano (a parte la pagina culturale ovviamente)?
Se si, evita di leggere il resto del post, ti faccio perdere tempo.
Altrimenti...
Ti sto solo suggerendo che proprio per il fatto che tu non scrivi di politica, uno potrebbe pensare che il tuo credo politico e "ideologico" (passami il termine sennò facciamo notte coi distinguo) sia quello del Giornale. E che tu abbia scelto proprio il Giornale (e non Il Corriere o il Resto del Carlino o chessò io) su cui scrivere perchè rispecchia il tuo pensiero oltre letteratura e fiction (ancora, che questa possa essere totalmente scevra dalla politica è un altro argomento che ci farebbe fare notte, inoltrata).
Non sto dicendo che è così, sto sostenendo che potrebbe, dico potrebbe, venir interpretato così.
Potrebbe essere che si dica "Colombati, quello de il Giornale?"
E tu mi rispondi, "E che mi frega, che si informino su chi è Colombati prima di parlarne"
E hai ragione, ma il binomio Colombati-Giornale ormai c'è. Nella misura in cui ti stimo per quello che scrivi, contribuisci anche a dare lustro e vendere il Giornale...
Non sono uso a dare giudizi: murdidio probabilmente se fossi famoso e bravo quanto te lo farei anch'io! Sicuramente con un pò di disagio se in edicola vedessi certe prime pagine prima del mio articolo.
Ciao
Vella
Posted by: vella at 24.10.05 17:50
Leonardo,
mi sono dimenticato di dire che ho appena finito di leggere Sostiene Preira, ecco perchè l'argomento mi ha interessato.
Ovviamente senza fare paralleli fuori luogo!!
Risaluti
Vella
Posted by: vella at 24.10.05 17:58
"E che tu abbia scelto proprio il Giornale"
Spesso (anzi: *sempre*, o quasi) non si "sceglie" il quotidiano sul quale scrivere. Dipende da numerosissimi fattori. Ma la scelta è proprio l'ultimo di questi fattori.
Posted by: steve at 24.10.05 19:05
Dice bene Steve, secondo me. Per il resto, si giudichi Leonardo per ciò che scrive.
Mi viene in mente la vessata questio dei nickname. Chi sostiene i nickname (io non sono tra quelli) afferma che non ha importanza conoscere il nome vero di chi scrive, ma ciò che scrive. Se Leonardo Colombati avesse usato un nickname, probabilmente non si sarebbe sollevato questo polverone e si sarebbe stati più attenti a ciò che scrive. Chi invece sceglie di adoperare il nome anagrafico, ecco che viene giudicato al di fuori di ciò che scrive. Stiamo soffocando la ragione. Stiamo condannando le persone senza nemmeno sapere chi sono. Stiamo forse erigendo dei tribunali speciali? Tutto ciò, mi fa paura.
Bart
Posted by: Bartolomeo Di Monaco at 24.10.05 23:59
Buondì a tutti.
Caro Bartolomeo, penso che il succo stia tutto qui: secondo me dove scrivi, per chi scrivi e alle volte quando scrivi sono fattori importanti. Non i più importanti, ok. Ma contano. Tu (e anche Steve e Leonardo presumo) gli dai meno importanza di quanta gliene attribuisco io.
Sono d'accordissimo con la famosa e (sono consapevole) abusata frase di MacLuhan: "il medium E' il messaggio".
Steve,
mi sa che è vero quello che dici (io non faccio il giornalista e chissà). A me picerebbe che invece sia uno dei primi fattori di scelta. Ma il mondo non va così. Mi mettrò il cuore in pace.
P.S. Le parole "condannando" e "tribunali speciali" mi sembrano veramente esagerate in uno scambio di opinioni come questo. Ho usato toni di "condanna"? Se si mi scuso, voleva essere una cosa motlo leggera!!!
Ciao
Vella
Posted by: vella at 25.10.05 11:42
Vella, a Leonardo gliene sono state dette di molto pesanti, non da te, qui, ma su NI, eccome! Non se le merita, ripeto.
Bart
Posted by: Bartolomeo Di Monaco at 25.10.05 19:09
ho scritto Vella con la lettera maiuscola, scusa. Ma mi capita spesso di scrivere i nickname con l'iniziale maiuscola. Porta (e portate) pazienza.
Bart
Posted by: Bartolomeo Di Monaco at 25.10.05 19:13