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25.11.05

Le mille e una storia di Perceber


di Silvio Bernelli


Rimarrà con ogni probabilità uno degli esordi nella narrativa più originali dell’anno, quello firmato da Leonardo Colombati con Perceber (Sironi Editore). L’autore romano, classe 1970, mette in scena una storia che definire bizzarra è poco. L’epicentro narrativo è un incidente stradale, nel corso del quale un tram trancia una gamba a un pensionato. La successiva scomparsa dell’arto e le peripezie legate alla sua ricerca fanno incrociare i destini dei tre protagonisti del romanzo: un giornalista free-lance alle prese con i dubbi legati a un’omosessualità da sempre repressa, un giovane medico che su questo e altri punti pare avere le idee più chiare, un avvocato in pensione che sta architettando un piano topografico di Roma talmente dettagliato da replicare la città in scala 1:1. Sullo sfondo delle avventure sgangherate di questi tre personaggi, c’è da un lato una Roma infinita e senza tempo, svelata fino al più piccolo anfratto; dall’altro c’è la leggenda di Perceber, l’immaginaria città spagnola del XVI secolo che dà il titolo al romanzo, dove tutti gli abitanti sono condannati alla chiacchiera eterna. Ed è proprio grazie a un ininterrotto diluvio di parole che Perceber travolge il lettore con un’affabulazione famelica, bulimica quasi, che infila sorprese una dietro l’altra. Impressionante anche il numero dei rimandi e delle citazioni, che mischiano tranquillamente la cabala ebraica, i Clash, la storia della filosofia, Casanova, James Joyce, i Beatles, Mao Tse Tung, Sergio Zavoli e mille altri personaggi e fonti. C’è di tutto nel libro di Colombati, e più di tutto il riscatto di uno scrittore costretto a lavorare per anni in silenzio e solo nei ritagli di tempo lasciati da un impiego che niente ha a che fare con il mondo delle lettere. Come diceva il grande Groucho Marx nell’autobiografia “Groucho e io”: “Se volete una morale, ricordatevi che quando siete con le spalle al muro e non sapete che pesci prendere, potete sempre sfoderare qualche oscuro argomento su cui avete segretamente sgobbato per anni e sbatterlo in faccia a tutti.”

Posted by Leonardo Colombati at 25.11.05 16:00

Comments

Ce poi sta', pancotta'.

Posted by: er gricia at 26.11.05 01:12