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23.12.05

I viaggi di Lord Cornelius Plum

beatles4.jpg

BENVENUTI A PEPPERLANDIA

di Lord Cornelius Plum


[Lo psichedelico viaggiatore del Medicine Show è approdato nella Terra dei quattro baronetti. Questo suo reportage è nell'ultimo numero della rivista]


Se hai voglia di distrarti e il traffico cittadino ti fa letteralmente impazzire e il poster di un’isola tropicale che hai appeso proprio dietro al computer dell’ufficio non fa che aumentare il tuo cattivo umore visto che hai il terrore di volare,

lascia che ti porti con me
perché sto andando ai Campi di Fragole
dove niente è reale
e non c’è niente per cui stare in attesa.
[1]

Non avere paura: sarà bellissimo. Il mio pensiero – anche questo – sarà nei sogni degli uomini che dormono. La notte protende la lingua verso spazi ritardatari d’azzurro. E nulla ti è dato sapere nell’inconsapevolezza del sonno. Innaffia quelle buganville, sazia quel che resta del corpo che un tempo avresti abbracciato per tutto l’oro del mondo. Così che le lame con cui adesso maciullo il tuo riposo agitato raggiungano quella mano che non riuscendo a toccarmi mi ha inflitto la morte.

Spegni la mente, rilassati e fatti trasportare:
non è come morire…
Abbandona ogni pensiero, arrenditi al vuoto:
sta brillando…
[2]

Ecco: siamo arrivati. Alla stazione, facchini di plastilina con cravatte di specchio prendono i nostri bagagli [3] . Usciamo. Sotto la pensilina, in mezzo alla rotonda, un’infermiera vende papaveri da un vassoio [4] . Davanti a noi – in verde, giallo, arancio e magenta – si stende Pepperlandia. Guarda: alberi di mandarino e cieli di marmellata, fiori di cellophane, uomini-cavalli a dondolo che mangiano torte di altea, taxi di carta di giornale e una ragazza con occhi di caleidoscopio che vola nel cielo circondata da diamanti… [5] Crema di materia gialla cola dall’occhio di un cane morto. Una sardina di semolino sta scalando la torre Eiffel, un pinguino zotico sta cantando hare krishna [6] e un uomo con una cuffia bianca canta:

Sono l’uomo-uovo,
tutti sono uomini-uovo,
sono il tricheco,
goo goo g’joob…
[7]

Sotto un gazebo liberty, nel bel mezzo del parco, una banda di ottoni attacca un motivetto:

Sono oggi vent’anni che il Sergente Pepe
ha insegnato a suonare alla banda;
sono stati di moda e fuori moda
ma è garantito che suscitino un sorriso.
Perciò, permettetemi di presentarvi
il numero che conoscete ormai da anni:
la Banda dei Cuori Solitari del Sergente Pepe!
[8]

mentre, poco più in là, un imbonitore vestito da marinaio invita tutti al Circo:

A favore di Mister Kite
stasera si terrà un’esibizione sul tappeto elastico.
Gli Henderson ci saranno tutti,
in arrivo dalla Fiera di Pablo Fanquez – che scena!.
Sopra uomini e cavalli, cerchi e giarrettiere
e infine attraverso una botte di vero fuoco:
è così che Mister K. sfiderà il mondo!

Il famoso Mister K.
presenta il suo numero sabato al Bishopgate.
Gli Henderson balleranno e canteranno
mentre Mister Kite attraverserà in volo l’anello
– non mancate!
I signori K. e H. assicurano al pubblico
che la loro produzione non sarà seconda a nessuna.
E naturalmente Henry il Cavallo ballerà il valzer!

La banda comincia alle sei meno dieci
quando Mr. K. presenterà i suoi numeri
nel silenzio più assoluto.
E Mister H. si esibirà
in dieci salti mortali che affronterà sulla nuda terra.
Ci sono voluti alcuni giorni di preparazione:
è garantito per tutti un gran divertimento
e stasera Mister Kite è in testa al cartellone!
[9]

Nella sagrestia della chiesa, in fondo al parco, padre McKenzie sta scrivendo il testo di un sermone che nessuno ascolterà mai [10] . Il tirchio signor Mostarda dorme in una buca, per strada, con una banconota da dieci scellini su per il naso [11] . La Banda del Sergente Pepe sta suonando una canzone dedicata a sua sorella Pam:

Be’, dovreste vedere Politene Pam:
ha un così bell’aspetto – ma ha l’aspetto di un uomo.
Be’, dovreste vederla travestita
con addosso il suo sacco di politilene.
Sì, dovreste proprio vedere Politilene Pam.

Fatevi una dose di lei in stivaloni e kilt.
È micidiale quando si veste di tutto punto.
È il tipo di ragazza
che finisce su News of The World.
Sì, si può dire che aveva un bel fisico…
[12]

Lontano, all’orizzonte, solo su una collina, l’uomo col sorriso da idiota se ne sta perfettamente immobile e guarda tramontare il sole. È l’uomo dalle mille voci e scandisce forte le parole [13] ; nessuno però l’ha mai ascoltato mentre dice:

Le parole volano come pioggia senza fine
in una tazza di carta,
scivolano mentre passano,
si disperdono per tutto l’universo.
Pozzanghere di dolore, onde di gioia
fluttuano nella mia mente aperta,
s’impossessano di me e mi accarezzano.

Jay Guru Deva Om…
Niente cambierà il mio mondo…
Niente cambierà il mio mondo…
Niente cambierà il mio mondo…
Niente cambierà il mio mondo…
[14]

Sotto di lui, abbracciati dal suo sguardo, ovunque ci sono tanti porcellini che vivono vite porcine. Li puoi vedere fuori a cena con le loro mogli porcine che impugnano forchetta e coltello per mangiare la loro pancetta [15] . Ma lo scemo sulla collina chiude subito gli occhi e continua a cantare:

Immagini di luce spezzata
che mi danzano davanti come un milione di occhi,
che mi chiamano e mi chiamano per tutto l’universo.
I pensieri vagano come vento inquieto
dentro una cassetta delle lettere,
precipitano alla cieca mentre seguono la loro strada
per tutto l’universo.

Jay Guru Deva Om…
Niente cambierà il mio mondo…
Niente cambierà il mio mondo…
Niente cambierà il mio mondo…
Niente cambierà il mio mondo…
[16]

È tardi, adesso. Un tramonto zafferano manda tutti a dormire. La banda ha riposto gli strumenti nella custodie, l’imbonitore scompare dentro il tendone del circo. I biechi blu si ritirano. L’aria è leggera e pulita. La voce del matto sulla collina echeggia, ancora inascoltata:

Suoni di risa, ombre di terra
risuonano attraverso le mie vedute aperte,
mi incitano e m’invitano.
Amore senza fine né limiti
che mi splende intorno come un milione di soli,
mi chiama e mi chiama per tutto l’universo.

Jay Guru Deva Om…
Niente cambierà il mio mondo…
Niente cambierà il mio mondo…
Niente cambierà il mio mondo…
Niente cambierà il mio mondo…

Jay Guru Deva Om…
Jay Guru Deva Om…
[17]

Possiamo tornare a casa. Pepperlandia ha chiuso il suo sipario. Sei più felice, adesso? Ti ho raccontato dei campi di fragole, un posto dove nulla è reale. Ti ho fatto guardare attraverso i tulipani dallo stelo ricurvo per vedere come vive l’altra metà. Ti ho raccontato di me e del tricheco (ed ecco una doverosa precisazione per voi tutti: il tricheco era Paul). Ti ho raccontato del matto sulla collina; sta ancora lì, immobile… [18]
Buona notte, dormi, sogni d’oro. Prova a riparare una buca nell’oceano, prova a fare un incastro a coda di rondine. Guarda attraverso una cipolla di vetro… [19]
Addio.


NOTE:

[1] Versi tratti da Straweberry fields forever dei Beatles, scritta da John Lennon e pubblicata il 17 febbraio 1967 sul singolo Penny Lane, il primo disco dei Beatles a non arrivare al numero 1 in classifica.

[2] Versi tratti da Tomorrow never knows dei Beatles, scritta da John Lennon e pubblicata il 5 agosto 1966 sull’album REVOLVER. Racconta il produttore George Martin: “Quel brano fu una grande innovazione. John voleva un brano molto sinistro, un suono molto etereo. Quando componemmo la versione originale del nastro, cominciammo con il tono salmodiante della tambura e il rullare caratteristico di Ringo. In quel periodo Paul era probabilmente più all’avanguardia degli altri. Pensiamo sempre che John sia quello all’avanguardia, con Yoko Ono e via dicendo, ma in quel periodo Paul era molto appassionato di Stockhausen e di John Cage e di tutti gli artisti d’avanguardia, mentre John viveva una vita molto tranquilla e provinciale a Weybridge. Fu Paul, in realtà, a fare esperimenti con il registratore a casa, togliendo la testina di cancellazione e mettendo su le distorsioni, saturando il nastro di suoni strani. Spiegò agli altri come l’aveva fatto. Quello fu un brano strano, perché una volta registrato non potemmo mai riprodurlo. Ovunque negli studi della EMI c’erano registratori con le distorsioni, e gente che le teneva alla giusta distanza con un pezzo di matita. In Tomorrow never knows John mi disse che voleva che la sua voce creasse l’effetto del canto del Dalai Lama dalla cima della montagna, e io dissi: ‘È un po’ caro andare in Tibet. Possiamo provare a farlo qui?’”.

[3] Verso tratto da Lucy in the sky with diamonds dei Beatles, scritta da John Lennon e pubblicata il 1° giugno 1967 sull’album SGT. PEPPER’S LONELY HEARTS CLUB BAND. In un’intervista, Lennon precisò: “Dicono che sia una canzone sull’LSD. Non è assolutamente vero, ma nessuno mi crede. Mio figlio è tornato a casa con un disegno e mi ha fatto vedere una donna dall’aspetto strano che svolazzava. Io ho chiesto: ‘Che cos’è?’ e lui mi ha risposto: ‘È Lucy nel cielo coi diamanti’. Immediatamente ci ho scritto sopra una canzone. Le immagini venivano da Alice nel Paese delle Meraviglie".

[4] Verso tratto da Penny Lane dei Beatles, scritta da Paul McCartney e pubblicata su singolo il 17 febbraio 1967. Racconta il produttore George Martin: “L’unica ragione per cui Strawberry fields forever e Penny Lane non sono finite su SGT. PEPPER’S è stata la sensazione che avendole già pubblicate come singolo, non sarebbero dovute entrare in un album. È stata un’idea folle e temo di esserne in parte responsabile”.

[5] Immagini tratte dal testo di Lucy in the sky with diamonds.

[6] Immagini tratte dalla canzone I’m the walrus dei Beatles, scritta da John Lennon e pubblicata il 24 novembre 1967 sul singolo Hello goodbye. “È una delle mie canzoni preferite, perché l’ho composta io, naturalmente!” dirà Lennon”. “È tratta dalla poesia Il tricheco e il falegname da Alice nel Paese delle Meraviglie”.

[7] Versi tratti da I'm the walrus.

[8] Versi tratti dalla canzone Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles, scritta da Paul McCartney e pubblicata sull’album omonimo il 1° giugno 1967. Racconta Paul McCartney: “Eravamo agli inizi dell’epoca hippy. Ho cominciato a pensare a un nome veramente assurdo da dare al gruppo. A quel tempo c’erano diversi gruppi con nomi tipo Laughing Joe and His Medicine Band… Così ho assemblato le parole per formare Sgt. Pepper’s Lonley Hearts Club Band. Ho portato l’idea ai ragazzi a Londra: ‘Visto che stiamo cercando di scappare da noi stessi e dalle tournée verso qualcosa di più surreale, che ne direste se diventassimo un gruppo alter-ego, qualcosa tipo Sgt. Pepper Lonely Hearts? Ho una canzoncina che suona bene con questo nome…’”.

[9] La canzone è Being for the benefit of Mr. Kite dei Beatles, scritta da John Lennon e pubblicata sull’album SGT. PEPPER’S LONELY HEARTS CLUB BAND.

[10] Versi tratti dalla canzone Eleanor Rigby dei Beatles, scritta da Paul McCartney e pubblicata il 5 agosto 1966 sull’album REVOLVER. “La scrissi quando vivevo a Londra e nel seminterrato avevo un pianoforte” ricorda Paul. “E proprio armeggiando con un accordo vennero fuori alcune parole: ‘… Raccoglie il riso nella chiesa dove c’è stato un matrimonio’. L’idea portò la canzone sul suo fulcro, ‘la gente sola’. Volevo trovare un nome che stesse bene con la melodia. Stavo lavorando a HELP! con Eleanor Bron e il nome Eleanor mi piaceva. Poi vidi ‘Rigby’ sull’insegna di un negozio di Bristol. Pensai: ‘Bel nome, Eleanor Rigby’. Pare comunque che nel cimitero di Woolton, dove passavo parecchio tempo con John, ci sia una lapide per una donna con quello stesso nome”.

[11] Verso tratto dalla canzone Mean Mr. Mustard dei Beatles, scritta da John Lennon e pubblicata sull’album ABBEY ROAD il 26 settembre 1969.

[12] Versi tratti dalla canzone Polythene Pam dei Beatles, scritta da John Lennon e pubblicata sull’album ABBEY ROAD il 26 settembre 1969.

[13] Verso tratto dalla canzone The fool on the hill dei Beatles, scritta da Paul McCartney e pubblicata l’8 dicembre 1967 sul doppio ep MAGICAL MISTERY TOUR.

[14] Versi tratti dalla canzone Across the universe dei Beatles, scritta da John Lennon e pubblicata l’8 maggio 1970 sull’album LET IT BE. Racconta Lennon: “Registrammo il brano per la prima volta alla fine del WHITE ALBUM. Ero sdraiato sul letto accanto alla mia prima moglie e pensavo. Era cominciata come una canzone negativa, e mia moglie continuava a parlare di qualcosa. Poi lei si addormentò ed io cominciai a sentire: ‘Words are flowing out like andless rain…’. Ero un po’ irritato; sono sceso al piano inferiore e l’ho trasformata in una specie di canzone cosmica anziché dirle: ‘Perché continui a lamentarti con me?’. Non è mia: è venuta così”.

[15] Versi tratti dalla canzone Piggies dei Beatles, scritta da George Harrison e pubblicata il 22 novembre 1968 sull’album THE BEATLES.

[16] Versi tratti da Across the universe.

[17] Ibidem.

[18] Versi tratti dalla canzone Glass onion dei Beatles, scritta da John Lennon e pubblicata il 22 novembre 1968 sull’album THE BEATLES. Racconta Lennon: “Sono io che faccio una canzone buttata là, à la I’m the walrus. Ho inserito il verso ‘il tricheco era Paul’ per confondere un po’ di più le acque. Volevo farmi una risata perché c’erano stati tutti quei commenti cervellotici su SGT. PEPPER’S – suonalo a rovescio, mettiti a testa in giù e cose del genere”.

[19] Ibidem.

Posted by Leonardo Colombati at 23.12.05 10:11

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