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03.01.06

Un torneo letterario

wimbledon-thumb.jpg di Luca Canali


[Questo articolo di Luca Canali è stato pubblicato su l'Unità del 24 dicembre 2005]


OPPOSTI AUTORI
Quattro scrittori e quattro libri per un piccolo torneo letterario: Giuseppe Genna e Alessandro Piperno, Leonardo Colombati e Massimiliano Governi

Forse non dispiacerà a chi si interessi un poco di libri, leggere qualche ipotesi critica sulla cosiddetta "letteratura giovane", cioè sulla narrativa dei trenta-trentacinquenni, magari, con uno scarto cronologico, anche dell'opera di un quarantenne. Stabiliamo dunque, per comodità di esame, alcune "teste di serie" - come in un torneo sportivo - del limitato schieramento di cui trattano queste righe.

Genna vs Piperno

E cominciamo con Giuseppe Genna e Alessandro Piperno: molto prolifico il primo (sei libri in sei anni); al suo esordio nella narrativa, ma con un precedente robusto saggio su Proust, il secondo. I loro due romanzi, L'anno luce (Tropea, 2005) e Con le peggiori intenzioni (Mondadori, 2005) sono opere opposte. La prima sottesa da una religiosità che dichiara la propria "confessione" nelle ultime pagine del libro con il racconto, affanosamente parafrastico e rischiosamente vicino alla prosa ritmica e liricheggiante, della elezione di "Papa Benedetto", intesa come trionfo della certezza sulla speranza, terribile presagio, secondo me, di una storia "necessitata", cioè anancastica, o , detto con parole più chiare, della necessità storica della fede indipendente dalle "buone opere"; ma dov'è allora la pietà? E si può dire "Vi amo" senza pensare "Ho pietà di voi", quella pietà che Genna invece, in contraddizione con se stesso, dimostra nella raccapricciante descrizione della strage di foche perpetrata dai sicari al servizio del mercato delle pellicce sulle nevi del Canada?
Assolutamente laica, invece, ma senza superflue dichiarazioni d'intenti laicisti, l'"ideologia" in cui è immersa l'intera opera di Piperno, ove tutto è carnale e sensuale, anche se sofferente, ma con l'amaro conforto d'un vitalismo a volte autopunitivo, che spinge l'Autore ad "abbordare senza giudicare" l'ottusa e compiaciuta società del nenessere e del consumo con i suoi personaggi cinici o frustrati, e analizzati con uno scandaglio psicologico così minuzioso da poter apparire eccessivo se non fosse al tempo stesso quasi morbosamente avvicente. I personaggi di Genna, al contrario, sono astrazioni forti, quasi individui simbolici e nominalisti (il Mente - forse suggestione de il Merda pasoliniano -, il Faccendiere, il Profeta, il Giovane Russo, il ragazzino diciassettenne, etc.), agenti categoriali, anche se attivissimi, espressioni manageriali di una società parossisticamente competitiva nell'angoscia di un gigantesco business internazionale. V'è dunque, in Genna, un rifiuto sistematico delle descrizioni, della piscologia e del realismo tout court, compensato da un talento affabulatorio, fertilissimo, a sua volta sollecitato da una forse ossessiva laboriosità. Ma Genna e Piperno hanno almeno un paio di cose in comune: l'esuberanza dell'espressione letteraria e il ritmo quasi sempre veloce della narrazione, eccettuata l'ultima parte del romanzo di Piperno, tutta dedicata alla disperata vicenda sentimentale di Daniel, il protagonista del romanzo. Ma v'è, fra i due scrittori, un ultimo contrasto: mentre Genna è autore fondamentalmente casto - a meno che la sua castità non sia la repressione del sesso ritenuto versione "sporca" del peccato originale, quindi premessa di stupro e di suicidio (sintomatico l'episodio dei due infermieri e di Maura esangue e nuda sulla barella, e quello degli amori di Maura con il ragazzino suo alunno e imminente suicida) - Piperno è invece in continua tensione sessuale anche se parla di sesso con la stessa tormentata lucidità del suo speculare protagonista letterario.

Colombati vs Governi

Altre due "teste di serie" possono essere considerati Leonardo Colombati e Massimiliano Governi. Colombati, anche lui esordiente con il romanzo-zibaldone Perceber (Sironi, 2005), ma anche autore di interessanti saggi critico-biografici, e Governi con il recentissimo, esile, ma eccellente, libro di racconti Parassiti (Einaudi Stile Libero, 2005), sono narratori opposti sia nella scrittura che nell'"ispirazione": il primo, ha infatti composto il suo corposo volume "per accumulazione", quasi scomparendo come artefice dell'opera, e usando i materiali più diversi e inseriti con straordinaria pazienza, e diligenza da archivista, nel contesto di una narrazione a frammenti e compartimenti stagni, che rivelano forse una vocazione di novellatore più che di romanziere; lo stile è corretto, e di rado estroso, ma forse volutamente impersonale - a parte il non gradevole abuso di iniziali maiuscole probabilmente in omaggio ad Apollinaire -, che dà risalto anche maggiore alla eterogeneità e stranezza degli inserti: articoli di vecchi giornali, un elenco di canzoni e cantanti d'epoca, incredibili vicende di una gamba amputata, imitazioni e quasi citazioni d'un Sade estremizzato nella sua nota coprofilia; tutto ciò finisce per provocare nel lettore una certa sazietà e, a volte, ripugnanza: ma se questo accadeva fra i latini persino al grande biografo Svetonio, da tutti stimato, perché non perdonarlo anche a Colombati? (che forse dovrà tuttavia ripensare al severo giudizio di Callimaco, méga biblìon, méga kakòn, "grosso libro, grosso malanno").
Parassiti di Governi è stato giudicato sommariamente una prosecuzione del passato "cannibalico" dell'Autore; al contrario, soprattutto nei primi quattro racconti (1979, Bomber, Fusi, Lo strangolino) si afferma una dolente umanità sostenuta da uno stile asciutto ed energico ma anche fantasioso, che sembra tener conto dell'idea di Pound, il quale ritenne l'arte della scrittura soprattutto capacità "di storrarre anziché di aggiungere", e applicò questa teoria al poemetto The waste land di Eliot, tagliandone via non pochi versi: tanto che Eliot stesso gliene fu grato dedicandogli l'opera come "al miglior fabbro".

Posted by Leonardo Colombati at 03.01.06 10:40

Comments

Per errore, nel pubblicare questo post avevo bloccato la possibilità di commentarlo. Ora è tutto a posto. Le mie scuse a tutti voi.

Posted by: Leonardo Colombati at 07.01.06 15:55