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08.02.06

I migliori romanzi americani di tutti i tempi - Polemicuzze

In un commento ad un mio post su Vibrisse a proposito del concorso I MIGLIORI ROMANZI AMERICANI DI TUTTI I TEMPI, Davide Bregola scrive:

Leonardo, mi chiedo perchè sprecare tempo in un concorso. Che senso ha? E perché gli americani? Perché questa sudditanza provinciale? Che me ne importa di stilare una classifica? Dove siamo? Al processo del lunedi? A Per un pugno di libri? In un programma di mediaset rai? A me questa cosa fa dire: Leonardo Colombati, un ragazzo con una solida base culturale alle spalle e la voglia di istruirsi anche per gli anni a venire, che cita e conosce ed è in grado di argomentare, un ragazzo che alla sua generazione potrebbe, in definitiva, tentare di fare del bene, perché spreca tempo ed energie per le classifiche? Per ironia? Perché non ha un cazzo da fare? Perché è cool, perché così i quotidiani riprendono la sua geniale idea? Per tutte queste cose messe assieme? Perché non provare a fare le cose che servono? Le capacità ci sono, ma dobbiamo affrancarci da una logica studentesca in cui ci sentiamo sempre sotto esame e non siamo mai noi i docenti. Mi ha fatto incazzare la tua idea, Colombati. Ma che? Perché?


Perché questo provincialismo? Perché questo strapaesistico tentativo di essere internazionali sperando di esserlo con 10 testi tradotti o meno che provengono da un paese dal quale non abbiamo nulla da imparare sotto il profilo umanistico?
10 più grandi romanzi del 900 italiano sarebbe stato più utile e meno servile, se proprio vuoi stilare le classifiche alla Hornby.
A fare così, però, non si andrà da nessuna parte. Secondo me dovresti essere più ambizioso.Hai scritto Perceber in 11 anni, hai detto che il tuo tentativo non è riuscito e in un'affermazione del genere, per chi conosce la saggistica di La Capria, sa benissimo cosa intendi: ambizione sfrenata. Che condivido. Dobbiamo ambire a fare meglio di chi ci ha preceduto, non parlo di chi ha pubblicato negli anni 70-80-90, ma parlo della classe dirigente del paese. Intellettuali compresi. Dovremmo ambire a trovare la nostra epoca, il nostro secolo, con la sua forza. Chi tu conosci bene dice: "La forma affascina quando non abbiamo più la forza di capire cosa sia la forza e di estrapolarla da se stessa." Giacché tu sei una persona fortunata che avendo pubblicato ha la possibilità di andare in giro, davanti a un pubblico, a contatto con i suoi simili oggi come oggi, perché non sei intenzionato a propagandare la nostra letteratura contemporanea di autori viventi? Che dici?
Io sono deluso e arrabbiato con i progenitori falsi, con i cialtroni che hanno in mano le redini del nostro paese, con la pochissima serietà dei docenti universitari, con gli studenti succubi, con i dirigenti d'azienda fermi al fordismo, con la rigidità delle nostre istituzioni. In giro per l'Italia mi pare di vagare tra Romania, Albania, Cecenia. Sono incazzato con i falsi moralisti che dirigono le nostre vite e da tempo penso che non c'è un cazzo da scherzare. Io sono serissimo e incazzato e vorrei che lo fossimo in tanti. Serissimo, incazzato e lucido. Ne ho parlato con un amico che mi dice di essere sulla mia lunghezza d’onda. E sai cosa mi fa girare le scatole? Sentire gente che si dice radicale nella cultura e poi calcola i passi giusti. Io ho scelto di “vivere” la letteratura dopo aver vagabondato per un po’; ho anche smesso di scrivere e studiare per un paio d’anni, deluso da un certo clientelismo feudale (università, editoria ecc). E’ facile perdersi. Adesso, lentamente, cerco di riprendere possesso dei miei spazzi, di riappropriarmi del mio essere.
Ho due esami per laurearmi e un forte desiderio di non piegare la mia scrittura alle circostanze. Qui intorno a me c’è il deserto culturale. C’è solitudine. Ma è una condizione normale da noi.
Nel frattempo, per sopravvivere faccio vari lavori, tra l’altro il cameriere extra… io non mi vanto di sedermi sui gradini di una piazza a bere una birra con gli extracomunitari, io ci lavoro fianco a fianco, in nero come loro. Vorrei invitare i signori rivoluzionari delle lettere e i loro PR, sempre pronti a dire alleluia ad ogni "spiffero" dei loro eroi, a farsi un giro nelle cucine d’alcuni ristoranti. A lavare i piatti, spesso per 12-14 ore al giorno, ci sono albanesi, polacche, kossovare sempre umiliate con battute sessuali da cuochi panzoni e ignoranti, o da camerieri ubriaconi e rintronati dalla loro vita. Ho visto una slava musulmana piangere perché aveva mangiato della carne, il cuoco aveva mentito, dicendole non so che altra cosa. Per non parlare dei cosiddetti “padroni”…
Va bene. Me la smetto, sono certo che riusciremo a sbriciolare i “falsi profeti”, anche se stilando classifiche credo ci vorranno almeno tre millenni se non di più, tanto hai capito. Bregola

Ecco la mia replica:

Caro Davide Bregola,
c'è un livore in questo tuo post, e una maleducazione, che mi stupiscono. O forse no. No, non mi stupiscono. Tu sei una persona che mi manda e-mail di rara gentilezza chiedendomi di partecipare alla tua indagine sul romanzo del XXI secolo, e poi, in una delle puntate di questa tua indagine storpi il nome del mio romanzo, "Perceber", in "Pastiglioner", con la stessa ironia da quattro soldi che usava Calboni quando diceva "Fantocci" invece che "Fantozzi".
Sei uno che vorrebbe vederci tutti con le lacrime agli occhi scrivendo: "Per sopravvivere faccio vari lavori, tra l'altro il cameriere extra... Io non mi vanto di sedermi sui gradini di una piazza a bere una birra con gli extracomunitari, io ci lavoro fianco a fianco". E 'sti cazzi?
Tu sei uno di quei permalisti che se uno parla bene della letteratura americana è un servo di Bush - sei un caso clinico, sei un bluff.
Tu sei uno che si permette di giudicare come spendo il mio tempo ("forse Colombati non ha un cazzo da fare"), e poi sprechi il tuo proclamando in 50 righe che sei "serissimo, incazzato e lucido". Buon per te. Quanto al mio, di tempo, lo spreco come mi pare.
Tu sei un bambino invidioso che non sa più essere bambino, non sa più giocare.
Racconti che "hai visto una slava musulmana piangere". Bene, ti faccio una rivelazione: una volta ho visto una lappone scintoista che si faceva uno shampoo. E un'altra volta ho visto un'anatra conversare con un salesiano. Parlavano del "Cantico delle Creature", ed io sono rimasto lì ad ascoltarli per tre ore; ma poi ho pensato: "Che direbbe Bregola di me e del modo in cui butto via le mie giornate?".
Oggi ho perso il mio tempo a leggere che tu sei certo "che riusciremo a sbricolare i falsi profeti". Ma, Davide, tu sei in grado, al massimo, di sbricolare un Gran Cereale nel cappuccino.
A non risentirci.

Posted by Leonardo Colombati at 08.02.06 10:10

Comments

Non c'entra nulla, però hai mandato in italic tutta la formattazione del sito.

Posted by: davide l. malesi at 08.02.06 11:25

Davide,
hai ragione. Non so cosa è successo.
E adesso come faccio? Aiuto!

Posted by: Leonardo Colombati at 08.02.06 11:28

Devi mettere un tag per chiudere il corsivo!

Posted by: davide l. malesi at 08.02.06 11:30

Fatto, Davide, grazie!

Posted by: Leonardo Colombati at 08.02.06 11:32

Nulla da ridire sul concorso, anche perché l'Italia ha scoperto il romanzo solo nel tardo Novecento, quindi la sudditanza ce la siamo andata a cercare. Ci hanno propinato un romanzo simbolo della letteratura italiana dell'Ottocento, mentre altrove si scrivevano Moby Dick e Oliver Twist. Niente di strano che i grandi classici del romanzo siano altrove (salvo foruite eccezioni, naturalmente).

Posted by: Fam at 08.02.06 11:34

Tra l'altro, quando Bregola scrive "In giro per l'Italia mi pare di vagare tra Romania, Albania, Cecenia" vien voglia di spedirlo a fare un sopralluogo in posti come Pec in Kosovo ("A Pec la microcriminalità è l'omicidio": dichiarazione di Lilia Fredella, comandante delle forze di sicurezza UNMIK qualche anno fa). Così si rende conto coi suoi occhi di quanto l'Italia sia imparagonabile ad Albania, Cecenia e via discorrendo.

Posted by: davide l. malesi at 08.02.06 11:46

totalmente d'accordo con Colombati
un po' di respiro,per favore

Posted by: Nicola M. at 08.02.06 11:54

nelle lettere sull'educazione estetica dell'uomo di Schiller c'è una bellissima definizione del gioco, che,senza sociologismi d'accatto viene definito più o meno il luogo in cui l'uomo è affrancato dalla necessità e dove si dimostra realmente uomo. Grazie al gioco, dice più o meno Schiller si può tornare più temprati ad affrontare il reale, perché nel gioco si apprendono meccanismi che esaltano la nostra libertà e la nostra creatività.
Insomma, direi indegnamente chiosando che si può fare una classifica e poi tornare a trovare cittadini extra o comunitari. E' il professionismo dello sfigatismo che è inaccettabile e l'estetica del precario vantata come unica risorsa possibile per chi scrive ad essere il vero e ripetuto freno alla letteratura. Apprezzo molto il sito di Davide e ho scambiato un paio di mail con lui, ma in questo caso sto con Colombati. Tutta la vita. E pure Forza Roma, ecco

Posted by: Saverio Simonelli at 08.02.06 12:27

Se c'è una cosa che mi diverte è la "classifica", dall'hit parade alla top ten di Letterman, dalla classifica di SERIE A ai dieci dischi "da isola deserta".
Pur nella propria faziosità congenita e nella (necessaria) limitatezza, una classifica riesce ad essere più vitale e ad esprimere assai di più rispetto a certe pesanti, trite e saccenti elucubrazioni di chi vuole "sbriciolare i falsi profeti"...

Posted by: Re Cremisi at 08.02.06 12:44

Primo, ho trovato molto divertente l'iniziativa della classifica dei migliori romanzi americani. La letteratura è soprattutto un piacere ed è bello poterci giocare.
Secondo ritengo molto più "strapaesistico" definire spocchiosamente gli Stati Uniti "un paese dal quale non abbiamo nulla da imparare sotto il profilo umanistico".

Posted by: emma locatelli at 08.02.06 15:55

Ottima risposta del Colombati. Da condividere alla grande.
I piagnoni hanno rotto.

Posted by: lafondazione at 09.02.06 22:04

mi par corretto segnalare che dal periodo "E sai cosa mi fa girare le scatole" alla chiusa "sbriciolare i falsi profeti", Bregola aveva riportato le parole di un amico (il qui pro quo credo sia dovuto anche lì a qualche problema di tag). dopo di che, credo che liquidare i problemi sollevati da davide con la diagnosi di "piagnone" sia davvero riduttivo per non dire superficiale. diciamo che sarebbe meglio essere un po' laici nelle cose e non cadere in luoghi comuni davvero sconsolanti (moby dick quello sì, manzoni invece che trombone: ecco un esmpio di ciò che non si vorrebbe più sentire, cose queste davvero degne di essere definite sudditanza culturale.) allora io rivendico per i secoli passati come per i presenti il diritto di amare la letteratura nella mia lingua (e sì, anche di "promuoverla", del resto ci lavoro) e insieme di amarne e frequentarne altre. ma se questo gioco deve diventare quello di contare i fan di melville contro quelli di svevo, o quelli di roth contro vassalli, allora non credo che leonardo sia stato capito.

Posted by: paola at 10.02.06 10:57

Paola,
hai ragione.Pensavo che fosse ovvio. Credevo che segnalare alcuni romanzi americani non sottintendesse - de facto - un giudizio (negativo) di valore sulla letteratura italiana o su quella filippina o su quella russa o su quella neozelandese. E' come se al mercato, mentre scelgo dei pomodori dal banco degli ortaggi, sentissi qualcuno alle spalle che mi dice: "Perché non prendi le patate? Cos'hai contro di loro?".

Posted by: Leonardo Colombati at 10.02.06 11:11

Riduttivo e superficiale è anche scrivere le cose che ha scritto Bregola sul commento. Gli sfruttati, la società cialtrona che ci domina. Cose di una banalità triste, e, nel contesto di un gioco letterario, fuori luogo.

Posted by: lafondazione at 10.02.06 12:27

Per Paola.
Correggo il tiro. Il mio post non era contro Manzoni (ma se tu hai capito così la colpa è mia, mi rendo conto di non essermi espresso bene) ma contro chi ha fatto dei Promessi Sposi un romanzo simbolo. Poi io sono un fan prima di Svevo (nel senso che l'ho letto prima) e poi di Melville (che ho letto molto dopo).

Posted by: Fam at 10.02.06 17:29

sti cazzi! quante parole sprecate per un "gioco" che credevo nulla volesse essere più di un gioco. e poi basta con questo parlarsi addosso degli "scrittori". che pena. se i blog rappresentano la letteratura italiana contemporanea, aiuto. preferisco diventare analfabeta. adesso vado a vedere chi è in testa!

peace

sì mandiamo questo bregola in qualche paese dove la letteratura manco c'è. ma quanti anni ha?

Posted by: Batsceba at 11.02.06 12:58

Un bel pippone, in verità. Avrebbe perso meno tempo a mandarti la lista.
Per la replica, complimenti per il posizionamento di "E 'sti cazzi?", in certe occasioni non si sa mai bene dove metterlo.

Posted by: Giuseppe Ierolli at 12.02.06 02:13

io non so se ho capito il motivo del livore di davide contro questa iniziativa di leonardo. rileggerò con calma e vedrò se capirò.

però volgio dire che a me ha fatto piacere ripensare a libri a cui non pensavo da tempo, cercare di ricordarli con un po' più di precisione; mi è anche dispiaciuto ricordarmi che di molti non ricordavo molto, e mi è piaciuto leggere gli altri titoli, pensare ai tanti libri che non ho letto, o a quelli che non avevo mai sentito nominare, o a quelli votati con tanto entusiasmo e a me sconosciuti, vedere come siamo tanti a leggere e avere un rapporto con i libri letti da volerne parlare o volerli votare anche in una classifica così, parziale e faziosa, di certo giocosa.

Posted by: monica at 14.02.06 09:31

Bregola,hai mai pensato di andare a lavorare in fabbrica,magari al tornio?
conosco alcuni che lo fanno,e sono persone felice,a volteson pure state qualche tempo all'università
8 h o più al di per 30 anni....non credi che potrebbe essere un idea?
va là che dopo la sera sarai così stanco che avrai altre cose da fare che scrivere banalità...

Posted by: gummo at 20.02.06 06:03