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27.04.06

Il nuovo numero del Medicine Show

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E' on-line il nuovo numero di Medicine Show, la ciarlatanesca rivista musicale fondata da Leonardo Colombati e Giulio Mozzi.

Nel numero di marzo-aprile: un'intervista esclusiva di Niccolò Borella a Jim Kerr, leader dei Simple Minds; uno speciale sui re del soul (Charles, Cooke, Redding, Gaye, Brown); Mario Desiati ricorda Edoardo De Candia, il "pittore matto di Lecce"; Lapo Boschi va sui tetti di Zurigo e ascolta un concerto dei Plaid; continuano le lezioni di canto di Giorgia Meschini; la redazione recensisce gli ultimi album di Prince, Vinicio Capossela e Petra Magoni; Seia Montanelli ci parla di "Cardiff Dead", il nuovo romanzo di John Williams; e tanto altro ancora, con notizie su Springsteen, Gang, Fortis, Radiohead, Replacements, Eno, Who, U2, Korn, Pixies, Depeche Mode, Weller...

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Per visualizzare il numero in uscita nella sua versione integrale (con immagini) in pdf vai al sito di Medicine Show. Se vuoi scaricarlo nella versione "leggera" (senza immagini) in Word, clicca qui:MEDICINE SHOW marzo-prile 2006

Posted by Leonardo Colombati at 27.04.06 13:07

Comments

non vorrei dire ma il contributo della montanelli

Posted by: Boreale at 27.04.06 16:53

Anche a me piaceva molto il verso "the side effects of cruising at the speed of life", ma "the need to draw blood somehow follows in love" (da "70 cities as love brings the fall") era quello che più mi gasava...

Posted by: davide l. malesi at 27.04.06 17:05

Scusa boreale ma m'hai lasciato con l'ansia: che volevi dire? Esprimiti :-)
Comunque Leo, solo per la precisione, Cardiff Dead è il primo romanzo di William, non l'ultimo.
Bello sto numero comunque! Bravi a tutti!

Posted by: seia at 27.04.06 21:48

Ma la comune passione per quel verso lì ("the side effects") è una coincidenza? E a proposito di coincidenze, tutti e due abbiamo citato la frase di Davis su Ellington vs. nanetto di Minneapolis.

Posted by: bernardino at 28.04.06 11:21

petra magoni è dio.

Posted by: diderot at 28.04.06 20:02

Bernardino, la verità è che come due arteriosclerotici, ci raccontiamo sempre le stesse cose!

Posted by: Leonardo Colombati at 30.04.06 09:41

E mi sa che hai anche ragione. Però è buffo, ché siamo due arteriosclerotici che da quando hanno trent'anni o giù di lì continuano a darsi degli arteriosclerotici (mo' pure in pubblico). Cmq a me Jim Kerr come lyricist continua a piac ere da matti, e secondo me i titoli degli album loro restano i più belli, forse in assoluto (Empires and Dance, ma scherziamo?)

Posted by: Bernardino Sassoli at 30.04.06 20:46