<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<rss version="2.0">
<channel>
<title>PERCEBER</title>
<link>http://www.perceber.com/</link>
<description>romanzo eroicomico di Leonardo Colombati</description>
<copyright>Copyright 2007</copyright>
<lastBuildDate>Sun, 25 Nov 2007 21:04:19 +0100</lastBuildDate>
<generator>http://www.movabletype.org/?v=3.121</generator>
<docs>http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss</docs> 

<item>
<title>Presentazioni Killer</title>
<description><![CDATA[<p><em><strong>MILANO - Lunedì 26 novembre, h 18.30</strong><br />
Feltrinelli Piazza Piemonte</em></p>

<p><strong>Leonardo Colombati </strong>presenta</p>

<p><strong><a href="http://www.sironieditore.it/libri/libri.php?ID_libro=978-88-518-0091-8">BRUCE SPRINGSTEEN - COME UN KILLER SOTTO IL SOLE</a></strong></p>

<p>assieme a <strong>Davide Sapienza </strong>e con la partecipazione musicale di <strong>Cristina Donà</strong></p>

<p>----------------------------------------------------</p>

<p><br />
<em><strong>ROMA - Giovedì 29 novembre, h 18</strong><br />
Feltrinelli Galleria Alberto Sordi</em></p>

<p><strong>Leonardo Colombati </strong>presenta</p>

<p><strong><a href="http://www.sironieditore.it/libri/libri.php?ID_libro=978-88-518-0091-8">BRUCE SPRINGSTEEN - COME UN KILLER SOTTO IL SOLE</a></strong></p>

<p>assieme a <strong>Giovanni FLoris </strong>e  <strong>John Vignola</strong></p>]]></description>
<link>http://www.perceber.com/archives/2007/11/presentazioni_k.html</link>
<guid>http://www.perceber.com/archives/2007/11/presentazioni_k.html</guid>
<category>Appuntamenti</category>
<pubDate>Sun, 25 Nov 2007 21:04:19 +0100</pubDate>
</item>
<item>
<title>Tor di Quinto</title>
<description><![CDATA[<p>Vivo a dieci minuti di macchina dalla baraccopoli di Tor di Quinto, a Roma, dove viveva l’uomo che alcuni giorni fa ha violentato e ucciso la signora Giovanna Reggiani. <br />
Solo poche parole per dire che la scena dei poliziotti che in favore di telecamera radevano al suolo quelle che – pure se l’Italia intera vuol chiudere gli occhi – erano le abitazioni di PERSONE, destinando improvvisamente queste ultime ad un addiaccio odioso e ipocrita nel cuore di una sera d’autunno, questa scena, dunque, mi ha ripugnato fino al voltastomaco – dico di più: quei servizi telegiornalistici propinati ad un Italia col tovagliolo annodato al collo in attesa della minestra e del manganello sono stati, per me, la pietra che ha definitivamente sigillato la tomba dove riposa in pace l’idea di fare di questo Paese un Paese civile.<br />
Sul decreto d’urgenza approntato dal Governo – una masnada di boriosi incompetenti con la schiena al muro, che per salvarsi il culo venderebbero mille volte Gesù Cristo se un sondaggio gli mostrasse il favore della folla – si potrebbe dire che oltre ad essere incostituzionale e fascista è anche ridicolo. Ma è meglio non farlo, meglio non rifugiarsi nella solita storia che più che tragici gli italiani sono comici.<br />
Ho un’idea molto semplice sui fatti di Tor di Quinto e su ciò che ne è scaturito. Per i delitti, esiste il codice penale. Basta applicarlo. Le baraccopoli sono una vergogna non per chi ci abita ma per chi le tollera. Nel caso specifico di Roma, amministratori locali che la domenica si rifugiano nei Circoli Canottieri e le spiano da lontano, solo un attimo prima che cominci la loro partita di tennis. Questo è avvenuto e avviene a Roma, così come in molte altre città italiane: non è un problema di destra o di sinistra, così come modernamente destra e sinistra sono intese nei Paesi civili. È un problema di fascismo, quello antico, odioso, mai del tutto sradicato dal tessuto connettivo del nostro popolo e della nostra politica.<br />
</p>]]></description>
<link>http://www.perceber.com/archives/2007/11/to_di_quinto.html</link>
<guid>http://www.perceber.com/archives/2007/11/to_di_quinto.html</guid>
<category>Saggi e interventi</category>
<pubDate>Fri, 09 Nov 2007 09:27:02 +0100</pubDate>
</item>
<item>
<title>Come un killer sotto il sole - Il sito</title>
<description><![CDATA[<p><a href="http://www.killerinthesun.com"><img alt="Clicca qui per entrare nel più completo sito italiano dedicato a Bruce Springsteen" src="http://www.perceber.com/archives/immagine pubblicità killer.jpg" width="449" height="715" border="0"></a></p>

<p>E' on-line <a href="http://www.killerinthesun.com">www.killerinthesun.com</a>, il sito italiano di Bruce Springsteen a cura del sottoscritto.<br />
Tutto - ma proprio tutto - sul Boss: la vita, i dischi, le canzoni, i concerti e tanto altro ancora.<br />
Visita il sito, lascia i tuoi commenti alle news e iscriviti alla Newsletter.</p>]]></description>
<link>http://www.perceber.com/archives/2007/10/come_un_killer_1.html</link>
<guid>http://www.perceber.com/archives/2007/10/come_un_killer_1.html</guid>
<category>Come un killer sotto il sole</category>
<pubDate>Wed, 17 Oct 2007 17:57:16 +0100</pubDate>
</item>
<item>
<title>Bruce Springsteen- Come un killer sotto il sole</title>
<description><![CDATA[<p><a href="http://www.sironieditore.it/libri/schedainarrivo.php?ID_libro=978-88-518-0091-8"><a href="http://www.perceber.com/archives/Come un killer sotto il sole COPERTINA.html" onclick="window.open('http://www.perceber.com/archives/Come un killer sotto il sole COPERTINA.html','popup','width=481,height=708,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img alt="Foto Springsteen.jpg" src="http://www.perceber.com/archives/Foto Springsteen.jpg" width="530" height="410" /></a></a></p>

<p>Il 6 novembre 2007 uscirà in tutte le librerie, per l'editore Sironi:</p>

<p>--------------------------------------<br />
<strong>BRUCE SPRINGSTEEN<br />
COME UN KILLER SOTTO IL SOLE<br />
Il Grande Romanzo Americano 1972-2007</strong><br />
A cura di Leonardo Colombati<br />
Prefazione di Ennio Morricone<br />
--------------------------------------</p>

<p>Un libro che ho messo su pezzo dopo pezzo negli ultimi dodici anni e che, per misteriose convergenze astrali, viene pubblicato a cavallo tra l'uscita del <a href="http://www.amazon.com/Magic-Bruce-Springsteen/dp/B000V8I2QU/ref=pd_bbs_sr_1/104-6278886-5803101?ie=UTF8&s=music&qid=1189612142&sr=1-1">nuovo album del Boss</a> e il suo concerto milanese.</p>

<p>Sarà un fine anno springsteeniano, per me: tra pochi giorni, infatti, sarà on-line il mio sito dedicato a Bruce. E ho già preso i biglietti per i concerti di Milano (28 nov), Colonia (13 dic) e Parigi (13 dic).</p>

<p><strong>Per essere avvisato al momento dell'uscita del libro, clicca <a href="http://www.sironieditore.it/libri/schedainarrivo.php?ID_libro=978-88-518-0091-8">qui</a>.</strong></p>

<p><strong>Vedi la <a href="http://www.perceber.com/archives/Bruce Springsteen - Come un killer sotto il sole.pdf">scheda</a> del libro.</strong></p>]]></description>
<link>http://www.perceber.com/archives/2007/09/bruce_springste_1.html</link>
<guid>http://www.perceber.com/archives/2007/09/bruce_springste_1.html</guid>
<category>Appuntamenti</category>
<pubDate>Wed, 12 Sep 2007 17:17:46 +0100</pubDate>
</item>
<item>
<title>Rio sul Foglio</title>
<description><![CDATA[<p><em>[Questa recensione di <a href="http://www.perceber.com/archives/2007/03/leonardo_colomb_3.html">Rio</a> è uscita sul <a href="http://www.ilfoglio.it">Foglio</a> il 14 luglio]</em></p>

<p><br />
Due anni fa Colombati ha esordito con <strong>Perceber</strong>, un romanzo osannato dalla critica per la carica innovatrice ma condannato dai lettori per la scarsa leggibilità e l'eccessivo autocompiacimento. Tutt'altra storia invece per questa opera seconda. <strong>Rio</strong> (il titolo non allude alla città brasiliana ma è semplicemente il nome di un esclusivo ritrovo notturno per nudisti nel centro di Londta) ha tutte le caratteristiche del romanzo tradizionale, con una struttura ben definita e uno sguardo ironico e dissacratorio che alleggerisce anche le atmosfere più torbide.</p>

<p>Il libro è molte cose insieme: è prima di tutto l'autoritratto molto critico di un uomo mediocre e votato all'autodi-struzione. Ma è anche un romanzo generazionale (quella dei giovani yuppies che si consumano tra donne facili, alcol e cocaina negli spregiudicati anni Novanta). E', ancora, il ritratto di una città che gira troppo velocemente su se stessa e la storia di  un'amicizia calpestata.</p>

<p>Il protagonista-narratore, di cui non sappiamo il nome anche se sembra avere più di un punto in comune con l'autore, è un giovane emigrante di lusso. Un piccolo Lucien de Rubempré in cui ogni illusione è già perduta e ogno emozione «cremata nell'inceneritore del suo invincibile egoismo». E' partito da Roma per fuggire dal ricordo della ex fidanzata e dall'opprimente persona del padre, ex muratore che ha conquistato e poi perduto una fortuna costruendo bilocali in periferia. Deciso ad acquistare l'arte del saper vivere nella peccaminosa swinging London e avviato a una brillante carriera nella City, trova in Filippo Runeberg il gran cerimoniere che gli spalanca le porte dei salotti letterari. Runeberg è stato un mito letterario delle patrie lettere e, pur in decadenza, è ancora lo scrittore italiano più celebrato nel mondo. Al nuovo amico, che incontra in una vasca idromassaggio del Rio Centre, schiude anche le porte della camera da letto della splendida nipote Lea. Ma nell'insolito terzetto si instaura un rapporto ambivalente, in cui non è mai chiaro quale sia per il giovane protagonista il vero oggetto di attrazione. A complicare il gioco interviene una misteriosa signora, anche lei incontrata tra i vapori del Rio Centre, dove si svolgono gli snodi fondamentali della narrazione. Il finale non può che essere amaro. A illuminare questa avvincente storia di formazione è la qualità di una scrittura così nitida, vitale e creativa (il meglio di sé lo regala nei fulminanti ritratti dei personaggi) da trovare pochi esempi tra i giovani autori italiani.<br />
</p>]]></description>
<link>http://www.perceber.com/archives/2007/07/rio_sul_foglio.html</link>
<guid>http://www.perceber.com/archives/2007/07/rio_sul_foglio.html</guid>
<category>Rio</category>
<pubDate>Wed, 18 Jul 2007 10:40:15 +0100</pubDate>
</item>
<item>
<title>Harry potter e la ricerca della felicità</title>
<description><![CDATA[<p><img alt="harry potter 1.jpg" src="http://www.perceber.com/archives/harry potter 1.jpg" width="225" height="300" /hspace=4 vspace=2 align=left> <em>[Questo mio articolo è uscito ieri, mercoledì 11 luglio, su <u>Vanity Fair</u>]</em></p>

<p>La stazione ferroviaria di <a href="http://www.kingscrossvoices.org.uk/Images/Themes_clip_image002_0002.jpg">King’s Cross</a> si trova tra i due quartieri londinesi di Camden Town e St. Pancras. Per un anno intero, alle sette e mezzo del mattino, sbucavo dalla metropolitana proprio sotto le sue arcate di acciaio e mattoni e aspettavo il mio treno per Swindon (una delle più brutte cittadine del Regno Unito) in un piccolo bar che s’affacciava sul primo binario. Era il 1996, e mi piacerebbe dirvi di aver notato una signora sulla trentina a un tavolo d’angolo, i lunghi capelli biondi che spiovevano su un quaderno a quadretti, la tazza di caffè fumante a tener desta la sua prodigiosa immaginazione, ancora al mondo sconosciuta. Forse l’ho davvero incrociata <a href="http://www.jkrowling.com/">Mrs. Rowling</a>, o almeno sogno di averlo fatto da quando – era trascorso ormai più di un anno – mi capitò tra le mani un libricino intitolato <em>Harry Potter e la  pietra filosofale</em>. Vi veniva raccontata la storia di un orfano undicenne, “viso sottile, ginocchia nodose, capelli neri e occhi verde chiaro” cerchiati da “un paio di occhiali rotondi, tenuti insieme con un sacco di nastro adesivo”. Ma ciò che colpiva del suo aspetto era soprattutto una “cicatrice molto sottile sulla fronte, che aveva la forma di saetta”. </p>

<p>All’inizio la vicenda di Harry è simile a quella di Cenerentola: ci sono una perfida  “matrigna” (la zia Petunia) e il suo corrispettivo maschile (lo zio Vernon). I due hanno un figlio, una specie di odioso Genoveffo sempre pronto a  umiliare il nostro piccolo eroe, fino a quando al posto del Principe Azzurro non irrompe sulla scena il gigante Rubeus Hagrid, che ha il “volto quasi nascosto da una criniera lunga e scomposta e da una barba incolta e aggrovigliata”. La rivelazione che porta con sé è sconvolgente: i genitori di Harry erano due maghi che morirono quando lui aveva appena un anno per mano di Lord Voldemort, il Signore del Male. Lo stesso Harry avrebbe dovuto perire, ma la maledizione che gli è stata gettata addosso è rimbalzata contro lo stesso Voldemort trasformando quest’ultimo in un’anima più morta che viva e trasferendo ad Harry enormi poteri. </p>]]></description>
<link>http://www.perceber.com/archives/2007/07/harry_potter_e.html</link>
<guid>http://www.perceber.com/archives/2007/07/harry_potter_e.html</guid>
<category>Saggi e interventi</category>
<pubDate>Thu, 12 Jul 2007 16:06:29 +0100</pubDate>
</item>
<item>
<title>I Rolling Stones a Roma</title>
<description><![CDATA[<p><img alt="rolling stones.jpg" src="http://www.perceber.com/archives/rolling stones.jpg" width="500" height="375" /></p>

<p><em>[Questo mio articolo è uscito oggi su Il Giornale]</em></p>

<p><br />
L’ultima volta dei Rolling Stones a Roma era stata il 6 aprile 1967. A quei tempi Ron Wood neanche c’era, e Brian Jones sfidava il pubblico coi suoi atteggiamenti da mod senza sapere che di lì a poco sarebbe finito in fondo a una piscina. I cronisti dell’epoca notarono Ursula Andress e Jane Fonda confusi tra gli spettatori. Ieri sera, tra i trentacinquemila dello Stadio Olimpico, qualche politico, un paio di stilisti e un buon numero di attricette lontane mille miglia dal fascino di Barbarella e della statuaria bellezza svizzera. Mentre esco dalla sala stampa e mi dirigo verso la tribuna vengo sfiorato dalla giacca di panno nero di Martin Scorsese; l'istinto del fan è quello di tirare fuori il telefonino e implorare una foto. Ma mi trattengo; e lo faccio anche quando vedo un omino grigio, secco secco, che più che camminare scivola sulla moquette della saletta retrostante alla tribuna. Lo accompagna una signora elegante e nessuno sembra riconoscerlo: eppure è lui, Charlie Watts, il batterista degli Stones. Mancano solo venti minuti all'inzio del concerto: Watts imbocca le scale che lo portano in strada, davanti ai cancelli dello stadio. Dal vetro della sala stampa lo seguo con lo sguardo; senza guardie del corpo, procede incontro al pubblico che sta ancora entrando. Nessuno lo riconosce.</p>]]></description>
<link>http://www.perceber.com/archives/2007/07/i_rolling_stone.html</link>
<guid>http://www.perceber.com/archives/2007/07/i_rolling_stone.html</guid>
<category>Saggi e interventi</category>
<pubDate>Sat, 07 Jul 2007 20:22:54 +0100</pubDate>
</item>
<item>
<title>Giancarlo Liviano, &quot;Andai, dentro la notte illuminata&quot;</title>
<description><![CDATA[<p><a href="http://www.notteilluminata.com/"><img alt="LIVIANO 2.jpg" src="http://www.perceber.com/archives/LIVIANO 2.jpg" width="168" height="268" /hspace=4 vspace=2 align=left></a> <em>[Questo mio articolo sul romanzo di Giancarlo Liviano, "<a href="http://www.notteilluminata.com/">Andai, dentro la notte illuminata</a>", viene pubblicato oggi su <a href="http://www.ilgiornale.it">Il Giornale</a>]</em></p>

<p><br />
Senza troppo entusiasmo, ricevo e inizio a leggere il romanzo di <strong>Giancarlo Liviano</strong>, <em>Andai, dentro la notte illuminata</em>. Il mio scetticismo deriva dalla statistica. Dei tanti romanzi di scrittori italiani under 30 che negli ultimi anni m’è toccato sciropparmi, solo il 10 percento ha superato la soglia della leggibilità. E per sperare in qualcosa di più della sufficienza, più che la statistica bisogna invocare la fortuna.<br />
Leggo le prime tre pagine, vengo sommerso da un diluvio di aggettivi e mi prende una strana allegria. Ecco uno che finalmente rende giustizia a questa categoria così bistrattata, la categoria degli aggettivi, e li usa molto, e molto bene. Prima ancora di rendermi conto di quale storia <strong>Liviano</strong> mi voglia raccontare, ciò che mi colpisce è il tono della sua voce: una prosa sovreccitata, come un assolo di Charlie Parker. La sovreccitazione è una forma di epica. <br />
</p>]]></description>
<link>http://www.perceber.com/archives/2007/06/giancarlo_livia.html</link>
<guid>http://www.perceber.com/archives/2007/06/giancarlo_livia.html</guid>
<category>Saggi e interventi</category>
<pubDate>Tue, 26 Jun 2007 10:21:03 +0100</pubDate>
</item>
<item>
<title>Alessandro Zaccuri, Il signor figlio</title>
<description><![CDATA[<p><img alt="alessandro zaccuri il signor figlio.jpg" src="http://www.perceber.com/archives/alessandro zaccuri il signor figlio.jpg" width="100" height="166" /hspace=4 vspace=2 align=left> <em>[Questo è il testo del mio intervento durante la presentazione del romanzo di Alessandro Zaccuri, "Il signor figlio", svoltasi ieri  al Mel Bookstore di Roma.]</em></p>

<p><br />
Non ho ancora accettato del tutto l’idea che Elvis sia morto e tendo a dar credito alle notizie che lo vogliono rapito dai marziani o finalmente felice del proprio anonimato a svolgere il lavoro di parcheggiatore in uno scalo merci di Sacramento.<br />
Uno dei libri di Philip Roth che più amo è <em>Lo scrittore fantasma</em>, dove il giovane romanziere Nathan Zuckerman fa visita al suo maestro Lonoff e scopre che la misteriosa ragazza con cui abita e che dice di chiamarsi Amy Bellette altri non è che Anna Frank, sopravvissuta all’Olocausto e rifugiatasi in America.</p>]]></description>
<link>http://www.perceber.com/archives/2007/06/alessandro_zacc.html</link>
<guid>http://www.perceber.com/archives/2007/06/alessandro_zacc.html</guid>
<category>Saggi e interventi</category>
<pubDate>Thu, 21 Jun 2007 10:19:45 +0100</pubDate>
</item>
<item>
<title>Rio - Roma 11.06.2007</title>
<description><![CDATA[<p><em>Si è svolta a Roma, l'11 giugno scorso, la presentazione di <a href="http://www.perceber.com/archives/2007/02/rio.html">Rio</a>, sulla terrazza della Fondazione Olivetti. A presentare la serata, Carlo Carabba, Raffaele La Capria ed Emanuele Trevi.</em></p>

<p><img alt="PRESENTAZIONE RIO - 1.bmp" src="http://www.perceber.com/archives/PRESENTAZIONE RIO - 1.bmp" width="370" height="232" /></p>

<p>(Con mia moglie Gaia e Raffaele La Capria prima d'iniziare)</p>

<p><em>Qui di seguito riporto il testo del mio discorso alla presentazione.</em></p>

<p><br />
</p>]]></description>
<link>http://www.perceber.com/archives/2007/06/rio_roma_110620.html</link>
<guid>http://www.perceber.com/archives/2007/06/rio_roma_110620.html</guid>
<category>Rio</category>
<pubDate>Wed, 20 Jun 2007 12:06:39 +0100</pubDate>
</item>
<item>
<title>Come un killer sotto il sole - 1</title>
<description><![CDATA[<p><img alt="SPRINGSTEEN - Teaser 1.jpg" src="http://www.perceber.com/archives/SPRINGSTEEN - Teaser 1.jpg" width="463" height="414" /><br />
</p>]]></description>
<link>http://www.perceber.com/archives/2007/06/come_un_killer.html</link>
<guid>http://www.perceber.com/archives/2007/06/come_un_killer.html</guid>
<category>Come un killer sotto il sole</category>
<pubDate>Tue, 19 Jun 2007 11:56:41 +0100</pubDate>
</item>
<item>
<title>Saul Bellow e il romanzo delle idee</title>
<description><![CDATA[<p><img alt="saul bellow.jpg" src="http://www.perceber.com/archives/saul bellow.jpg" width="161" height="225" /hspace=4 vspace=2 align=left> <em>[Questo mio articolo, scritto in occasione dell'uscita del primo Meridiano dedicato a Saul Bellow, è stato pubblicato su <a href="http://www.ilgiornale.it">Il Giornale</a> il 9 giugno 2007.]</em></p>

<p>Abraham Belo abitava a San Pietroburgo, dove si guadagnava da vivere importando fichi dalla Turchia e cipolle dall’Egitto. Nel 1913 sbarcò in Canada assieme alla moglie e si stabilì a Lachine. Due anni dopo nacqe Solomon, Solomon Belo: l’uomo che si cambierà il nome in Saul Bellow, l’uomo che vorrà scrivere in inglese e che va ad insegnare a Princeton, dove le mogli dei professori fanno la spesa in tenuta da tennis o da equitazione – il regno del conformismo WASP, pieno di umanisti dalle scarpe di camoscio che si divertono a fare battute antisemite. Nei dipartimenti di anglistica, il giovane Saul viene guardato dall’alto in basso in virtù di una consolidata pratica discriminatoria che alligna anche tra gli scrittori modernisti: T.S. Eliot erige un monumento di ostilità nei confronti degli ebrei nel suo <em>After strange Gods</em>; Henry James disprezza pubblicamente gli immigrati del Lower East Side e Ezra Pound, nei <em>Cantos</em>, fa lunghe tirate contro gli ebrei usurai. Ma la tenacia, l’ambizione e il talento di Saul Bellow sono indistruttibili e nel 1953 l’incipit del suo romanzo <em>Le avventure di Augie March </em>chiude per sempre in un sarcofago il libro dell’Esodo a stelle e strisce. Augie March, infatti, esordisce così: “Sono americano, nato a Chicago”, rivendicando l’emancipazione dalla propria matrice ebraica. È inaudito che un ebreo accantoni l’yiddish e si permetta di scrivere in inglese; ed è un inglese che farà mangiare il cappello ai tanti Rockerduk di Princeton e della Northwestern, zeppo com’è di allusioni a Omero e a Shakespeare, di echi di Dickens, Balzac, Tolstoj e soprattutto di Joyce. </p>]]></description>
<link>http://www.perceber.com/archives/2007/06/saul_bellow_e_i.html</link>
<guid>http://www.perceber.com/archives/2007/06/saul_bellow_e_i.html</guid>
<category>La letteratura americana</category>
<pubDate>Tue, 19 Jun 2007 11:11:03 +0100</pubDate>
</item>
<item>
<title>La leggenda dei Velvet Underground</title>
<description><![CDATA[<p><em>[Quarant'anni fa veniva pubblicato "The Velvet Underground & Nico", l'album d'esordio della band di Lou Reed. "Vanity Fair" mi ha chiesto di scriverne. L'articolo è stato pubblicato il 17 maggio 2007. lc]</em></p>

<p><img alt="vu3.jpg" src="http://www.perceber.com/archives/vu3.jpg" width="472" height="472" /></p>

<p><strong>Fiori nei cannoni e frustini negli stivali</strong><br />
Giugno 1967. Inizia a San Francisco quella che passerà alla storia come l’Estate dell’Amore, mesi caldissimi e felici di Controcultura e Living Theater, mandala e acidi lisergici, trascorsi a mandar giù a memoria il <em>Libro Tibetano dei Morti</em> e a sognare su un tappeto di note lente e scivolose, di suoni modali e di melodie rallentate. I fricchettoni della baia si radunano in massa ai concerti dei Grateful Dead e dei Jefferson Airplane; poi tornano a casa e lasciano sfrigolare sotto la puntina dei loro giradischi un album in cui il più famoso gruppo musicale di sempre è riuscito a rinchiudere tutti i profumi di quella stagione mitizzata: vaudeville e sitar indiani, <em>Alice nel Paese delle Meraviglie</em> e l’Esercito della Salvezza, cornflakes della Kellogg’s e spettacoli circensi, e poi cieli di marmellata, ragazze con occhi caleidoscopici, fiori di cellofan, taxi di giornale e facchini di plastilina con cravatte di specchio…</p>]]></description>
<link>http://www.perceber.com/archives/2007/06/la_leggenda_dei.html</link>
<guid>http://www.perceber.com/archives/2007/06/la_leggenda_dei.html</guid>
<category>Saggi e interventi</category>
<pubDate>Fri, 01 Jun 2007 09:58:28 +0100</pubDate>
</item>
<item>
<title>Shangri-La</title>
<description><![CDATA[<p><img alt="COLOMBATI Shangri-La 01.jpg" src="http://www.perceber.com/archives/images/COLOMBATI Shangri-La 01.jpg" width="454" height="643" /></p>

<p><em>[Questo mio racconto è stato pubblicato, in forma diversa, su <a href="http://www.vibrissebollettino.net/archives/2007/05/nuovi_argomenti.html">Nuovi Argomenti n. 38</a>, con il titolo "L'Uomo dell'Acqua"]</em></p>

<p><img alt="COLOMBATI Shangri-La 02 mappa Nigeria.jpg" src="http://www.perceber.com/archives/COLOMBATI Shangri-La 02 mappa Nigeria.jpg" width="250" height="200" /></p>

<p><br />
<img alt="COLOMBATI Shangri-La titolo.jpg" src="http://www.perceber.com/archives/images/COLOMBATI Shangri-La titolo.jpg" width="142" height="46" /></p>

<p><em>Salimbene da Parma racconta che Federico II <br />
volle sperimentare quale lingua e idioma avessero <br />
i bambini, arrivando all’adolescenza, senza aver <br />
mai potuto parlare con nessuno. E perciò diede ordine <br />
alle balie e alle nutrici di dar latte agli infanti <br />
e con la proibizione di parlargli. Voleva infatti <br />
conoscere se parlassero la lingua ebrea, che fu la prima, <br />
oppure la greca o la latina, o l’arabica; o se non <br />
parlassero sempre la lingua dei propri genitori, <br />
da cui erano nati. Ma s’affaticò senza risultato, <br />
perché i bambini morivano tutti.</em></p>

<p><br />
<strong>1.</strong></p>

<p>Terzo giorno in Nigeria. La piscina dell’Ikoyi Hotel coi cadaveri degli insetti che galleggiano a pelo d’acqua riflette il cielo solcato da fuochi d’oro. Dalla finestra della mia camera, quassù al dodicesimo piano, seguo il serpente d’asfalto che da Lagos Island arriva fino a Yaba attraversando la laguna e le lamiere arrugginite degli <em>slums</em> che cuociono sotto il sole. Dalle baracche di cartone migliaia di comignoli affumicano l’aria; un formicaio di pescatori in canoa bru-lica sul pelo di un’acqua scura e viscida come il petrolio. Alcuni tronchi d’albero che dovrebbero arrivare fino alle segherie si ammassano contro i piloni del ponte, e i topi ci ballano sopra: dalle loro vibrisse cadono gocce d’olio nero (quando li ho visti dal moto-taxi ho pensato subito ai Mouseketeers che a Disneyland nel ‘55 danzavano coi loro copricapo con le orecchie tonde). Dietro le segherie, il fronte del porto, con quello che resta dei vecchi mercati; e ancora più distante, la sagoma sgranata dell’ospedale militare.<br />
Lunedì sono arrivato in albergo direttamente dall’aeroporto e ho chiesto una bottiglia di vodka e una puttana. Poi sono sceso al ristornate cinese e ho passeggiato per una mezz’ora tra le slot machines del casinò, senza spendere un dollaro. La morte dei sensi mi è ormai familiare, come un cuscino appiattito dall’uso.</p>]]></description>
<link>http://www.perceber.com/archives/2007/05/shangrila.html</link>
<guid>http://www.perceber.com/archives/2007/05/shangrila.html</guid>
<category>Racconti</category>
<pubDate>Tue, 15 May 2007 09:40:21 +0100</pubDate>
</item>
<item>
<title>Happy Birthday Cinecittà</title>
<description><![CDATA[<p><a href="http://www.cinecitta.com"><img alt="cinecitta.jpg" src="http://www.perceber.com/archives/cinecitta.jpg" width="100" height="100" /></a></p>

<p><em>[Questo mio articolo è stato pubblicato ieri su "Vanity Fair". lc]</em></p>

<p><img alt="fellini_intervista.jpg" src="http://www.perceber.com/archives/fellini_intervista.jpg" width="349" height="232" /></p>

<p><strong>1.</strong></p>

<p><em>Teatro 5 di Cinecittà. Davanti a un immenso frontale che riproduce un cielo, sospesi a diversa altezza su due piccoli ponti attaccati con le funi ai tralicci del soffitto, due pittori in canottiera e coi cappellini ricavati da un foglio di giornale muovono i lunghi pennelli con lentezza da acquario, i secchi della vernice accanto. Tutto intorno è silenzio. Si sente solo il fruscio delle spatole sul fondale già quasi interamente dipinto.<br />
― Oh, a Ce’…<br />
― Che voi?<br />
― Vattela a pijà ‘nder culo.</em></p>

<p>Il 28 aprile di settant’anni fa venivano inaugurati a Roma, sulla via Tuscolana, i sedici teatri di posa, la piscina per le scene acquatiche, i ristoranti e gli uffici di quella che sarebbe diventata la “Hollywood sul Tevere” in spregio ai diktat autarchici del suo fondatore. </p>]]></description>
<link>http://www.perceber.com/archives/2007/04/happy_birthday.html</link>
<guid>http://www.perceber.com/archives/2007/04/happy_birthday.html</guid>
<category></category>
<pubDate>Thu, 26 Apr 2007 18:57:03 +0100</pubDate>
</item>


</channel>
</rss>